Virginia Raggi Indagata: se patteggia è fuori dall’M5S?

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L’accusa di abuso d’ufficio e falso in atto pubblico, sembra non preoccupare la Sindaca Virginia Raggi, che dovrà comparire di fronte alla Procura di Roma, il prossimo 30 gennaio. Eppure la situazione non è semplice. Per gli inquirenti, l’accusa di abuso d’ufficio è per come ha avuto luogo la nomina di Renato Marra, già capo del Gruppo Gssu dei Vigili Urbani, a Capo del Dipartimento Turismo (nomina che poi verrà revocata).

E’ il fratello di Raffaele, ex braccio destro della Sindaca ed ex capo del personale, adesso in carcere da dicembre, per reati che risalgono a qualche anno fa. Per gli inquirenti, la nomina di Renato Marra, è avvenuta senza passare al vaglio i curricula di altri dirigenti aspiranti alla nomina.

Ma la Raggi replica, dicendo che conferire e revocare le nomine è compito suo, e lo conferma in un atto mandato all’anticorruzione (ANAC), in cui dichiara di aver fatto tutto da sola. La situazione si complica. L’assessore capitolino, Adriano Meloni, invitato a comparire di fronte ai PM, come persona informata dei fatti, dichiara che la nomina di Renato Marra, gli fu indicata dal fratello Raffaele, dove si evince il conflitto d’interesse.

Ma c’è dell’altro. Dalle intercettazioni della chat tra Virginia Raggi, Daniele Frongia, Salvatore Romeo e Raffaele Marra, dal nome ”eravamo 4 amici al bar”, la Sindaca sembra informarsi sullo stipendio di Renato Marra, che smentisce quanto lei stessa ha dichiarato: di aver agito in autonomia. Tutto sembra aggravare la sua posizione, e come se non bastasse, il Corriere della Sera, in un articolo di qualche giorno fa, parlava di patteggiamento. Virginia Raggi e il suo legale smentiscono.

Il patteggiamento, non contemplato dal Movimento 5 Stelle, in materia di diritto è come ammettere la propria colpa, che comporterebbe, per la Sindaca, la conseguente uscita di scena dalla politica. “Sono solo fantasie giornalistiche”, afferma la Raggi, mentre Beppe Grillo parla di “Fantapolitica”.