Politica

Votazioni 2020: orari e per cosa si vota il 20 e 21 settembre

Il 20 e 21 settembre si vota per il referendum costituzionale relativo al taglio dei parlamentari e per le regionali in 7 Regioni.

Domani 20 settembre dalle 7:00 alle 23:00 e lunedì 21 settembre dalle 7:00 alle 15:00 si apriranno i seggi per le elezioni regionali e soprattutto per il referendum costituzionale sul taglio dei parlamentari. Ecco tutto su queste votazioni.

Domenica e lunedì gli italiani, per la prima volta dopo l’emergenza Coronavirus, tornano a votare per scegliere i presidenti di 7 Regioni e per esprimersi sulla riforma costituzionale che prevede il taglio di 230 deputati e 115 senatori. Come detto, gli orari di apertura dei seggi sono dalle 7:00 alle 23:00 di domenica e dalle 7:00 alle 15:00 di lunedì.

In quali Regioni si vota?

Le 7 Regioni che voteranno anche per il rinnovo dei rispettivi consigli regionali sono : Valle d’Aosta, Veneto, Liguria, Toscana, Marche, Campania e Puglia. Tra queste Regioni ce ne sono alcune in cui il risultato sembra essere abbastanza scontato, parliamo naturalmente di Campania e Veneto dove i presidenti uscenti Zaia e De Luca sembrano avviati verso un’agile riconferma grazie anche alla notorietà raggiunta grazie alle rispettive gestioni dell’emergenza sanitaria.

Referendum costituzionale: cosa si vota?

Il quesito che troveremo stampato sulle schede elettorali per il referendum costituzionale sarà il seguente: ”Approvate il testo della legge costituzionale concernente ‘Modifiche agli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari’, approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana – Serie generale – n.240 del 12 ottobre 2019?”.

Se si è favorevoli all’entrata in vigore della riforma e quindi alla riduzione prevista del numero dei parlamentari bisognerà tracciare una X sul SI mentre chi è contrario a questa modifica costituzionale dovrà barrare la casella del NO. La riforma, come detto, prevede una drastica riduzione del numero dei parlamentari: infatti, in caso di vittoria del SI, il numero dei deputati passerà da 630 a 400 mentre i sentori si ridurranno da 315 a 200. La riforma stabilisce anche un numero massimo per i senatori a vita che non potranno mai essere più di cinque.

Come tutti i referendum costituzionali, non è previsto un quorum e, pertanto, il voto sarà valido a prescindere dal numero di persone che si recherà alle urne. Naturalmente, in caso di vittoria del SI, il nuovo assetto del Parlamento entrerà in vigore a partire dalla prossima legislatura.

Tag

Emanuele Terracciano

Nato ad Aversa (CE) il 22 agosto 1994 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Salerno. Collaboro con i siti di Content Lab dal 2015 occupandomi di sport, politica e altro.
Back to top button
Close
Close