29 Febbraio: Perché esiste l’anno bisestile?

Il 2016 è un anno bisestile, dunque è formato da 366 giorni invece dei normali 365 e conta il giorno 29 febbraio. Perché esiste l’anno bisestile, perché si chiama così e a cosa serve? Sono i dubbi e le domande che spesso ci si pongono e si ricercano sul web quando arrivano questi “particolari” anni più lunghi del solito.

DA QUANDO ESISTONO GLI ANNI BISESTILI?

Gli anni bisestili esistono da più di duemila anni, quando Giulio Cesare decise di introdurli nell’Antica Roma. Successivamente furono riformati da papa Gregorio XIII, con l’obiettivo regolare il calendario con l’anno solare.

QUANDO ARRIVANO GLI ANNI BISESTILI?

In genere si dice che gli anni bisestili cadono ogni quattro anni ma non è sempre così. Gli anni precedenti a quello che segna l’inizio di un nuovo secolo sono infatti bisestili solamente se è possibile dividerli per 400. Di conseguenza possiamo notare come il 2000 è stato un anno bisestile, mentre il 2100 non lo sarà.

PERCHE’ ESISTE L’ANNO BISESTILE?

La Terra per compiere un giro completo intorno al Sole, ruota su se stessa 365,24219 volte ovvero 1 anno, 5 ore, 48 minuti e 45 secondi. Un anno solare, dunque, non dura esattamente 365 giorni, ma 365 più circa 6 ore. Se non esistesse l’anno bisestile e tutti gli anni avessero 365 giorni, ci ritroveremmo ogni quattro anni con il calendario in anticipo di un giorno. Le conseguenze della mancata istituzione del 29 febbraio? Se non esistesse l’anno bisestile in 100 anni si accumulerebbero 25 giorni e con il passare degli anni l’intero calendario che attualmente conosciamo sarebbe stravolto (ad esempio Natale potrebbe arrivare in piena estate).

PERCHE’ L’ANNO BISESTILE E’ STATO CHIAMATO COSI’?

Il nome ha origine dagli ideatori dell’anno bisestile, i romani. Essi avevano un modo di contare i giorni diverso dal nostro, ogni mese veniva diviso in calende, idi e none. Nel calendario giuliano era stato stabilito che negli anni non di 365 ma di 366 giorni, il “giorno” in più dovesse capitare durante il mese di febbraio e precisamente il sesto giorno prima delle calende di marzo, cioè il 24 febbraio che legalmente veniva considerato un “giorno doppio”, formato da 48 ore. Durante questi anni succedeva così di avere due “sesti giorni prima delle calende di marzo”, da cui ha origine il nome “bisextus” (due volte il sesto) e quindi, bisestile.