7 Consigli Utili per chi cerca Lavoro

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Ecco una piccola guida per aiutarvi nella giungla dell’occupazione. Di seguito, 7 consigli utili per chi cerca un lavoro.

1) Chiarezza & correttezza

Il primo passo per trovare lavoro è riuscire ad ottenere il maggior numero possibile di colloqui. Ciò significa che dovrete riuscire ad impressionare positivamente i responsabili delle risorse umane, persone che non sanno nulla di voi e che vi valuteranno esclusivamente per il vostro modo di presentarvi. La prima cosa che salterà agli occhi di chi si occupa di reclutare il personale, quindi, è il vostro curriculum, e ciò significa che dovrete essere il più possibile precisi ed accurati, per evitare errori, inesattezze ed inutili ripetizioni. Leggete e rileggete più volte ogni frase, evitate periodi lunghi e contorti, con i quali è facile creare confusione, e prediligete invece la semplicità. Il curriculum serve infatti a presentare, in una o due pagine, voi e le vostre esperienze: selezionate ciò che è davvero rilevante e tralasciate dettagli superflui o espressioni ridondanti. Gli errori grammaticali o di stile, poi, vi metteranno subito in cattivissima luce, quindi prestate molta attenzione a ciò che scrivete e a come lo scrivete o, se temete di sbagliare, fate correggere il tutto ad una persona affidabile.

2) Esperienze: poche ma buone

È inutile elencare ogni lavoretto saltuario o stagionale, compilando una lista infinita di esperienze; meglio invece puntare su ciò che è davvero importante, soprattutto in vista del lavoro che vorreste ottenere: i due mesi da ragazza au pair contano ben poco, se rispondete ad un annuncio per parrucchiere, ma potrebbero essere una carta in più se puntate ad entrare in un asilo privato. Se, invece, siete molto giovani o alle prime armi, è corretto elencare tutto ciò che avete fatto: un’azienda tende a valutare positivamente chi ha saputo affiancare studi e lavori saltuari, ritenendo ciò una prova di maturità e responsabilità.

3) Non dimenticate la lettera di presentazione

Un curriculum chiaro e ben scritto vi metterà certamente in una buona posizione, ma a volte non basta a dare uno sguardo su ciò che siete e sulle vostre competenze: ecco perché molte aziende richiedono di allegare ad esso una lettera di presentazione o motivazionale. Per quanto possa sembrare una perdita di tempo, non risparmiate quei pochi minuti necessari a compilarla, perché potrebbe diventare la vostra carta vincente. Una lettera di presentazione dev’essere lunga più o meno una pagina, deve contenere una vostra breve presentazione (età, titolo di studio, professione attuale…), una lista delle vostre competenze (lavori svolti, capacità personali o abilità acquisite anche attraverso hobby o attività di volontariato…) e, soprattutto, i motivi che vi hanno spinto a candidarvi per quella posizione. In genere, un curriculum accompagnato da una buona lettera motivazionale, aumenta di gran lunga le possibilità di ricevere una risposta.

4) Non siate megalomani

Va bene cercare di fare una buona impressione sui selezionatori, ma non esagerate nella descrizione di voi stessi. Ricordate: i nodi vengono sempre al pettine, ed è inutile inventare competenze mai possedute o attribuirvi meriti non richiesti, perché rischiate solo di fare una pessima figura quando sarete messi alla prova. Siate onesti, inserite i vostri punti di forza, ma anche eventuali debolezze, mettendo in luce la vostra volontà di migliorare in quegli aspetti e di crescere professionalmente: una persona che mostra voglia di imparare, umiltà e curiosità dà un’impressione decisamente migliore rispetto a chi dice di essere il massimo esperto in circolazione. Anche riguardo gli aspetti caratteriali, siate il più possibile sinceri: non scrivete «sono una persona spigliata e solare», se arrossite parlando di fronte a cinque persone, perché eventuali bugie verranno sgamate immediatamente da chi vi interrogherà al colloquio.

5) Inserite una foto professionale

La questione delle foto nei curriculum merita un discorso a parte. Ci sono aziende che richiedono esplicitamente di inserirla, altre che al contrario la ritengono un dettaglio superfluo e quasi dannoso, perché rischia di pesare su chi dovrebbe valutare i candidati in maniera imparziale, dando luogo a possibili discriminazioni. Se dovete inserirla, comunque, abbiate cura di sceglierne una seria e professionale, il che non significa necessariamente la classica foto tessera con sfondo bianco, ma nemmeno una che vi ritrae in vacanza, in discoteca o con gli amici. No tassativo – sia per gli uomini che per le donne – a foto poco decorose o che puntano esclusivamente sull’aspetto fisico, nemmeno se è richiesta la bella presenza. Meglio una foto a mezzo busto, in atteggiamento serio e con abiti adeguati alla posizione che volete ricoprire, con uno sfondo il più possibile neutro.

6) Arrivate preparati al colloquio

Avete superato la prima fase di selezione e siete giunti al momento più cruciale, ovvero il colloquio? Bene, innanzitutto cercate di arrivare sereni ma preparati: mostrare evidenti segni di nervosismo durante l’incontro, sicuramente non peserà a vostro favore, ma nemmeno apparire distaccati ed impassibili. Cercate invece di conversare in modo naturale, come se steste semplicemente presentando voi stessi ad un conoscente o un collega, senza cercare di strafare con atteggiamenti supponenti, che finirebbero per infastidire immediatamente il vostro interlocutore. Evitate anche ogni provocazione: cercare di ottenere un lavoro «provandoci» con gli esaminatori è una delle cose più squallide al mondo e non sortirebbe alcun beneficio, anzi vi metterebbe subito in una pessima luce. Un buon modo per rompere il ghiaccio o riempire pause imbarazzanti è, invece, fare domande (domande sensate, sia chiaro): sull’azienda, sul ruolo che dovreste ricoprire, sullo stipendio che percepireste (alcuni sconsigliano domande dirette sulla retribuzione, io trovo sia giusto «mettere le carte in tavola», per creare un’atmosfera diretta e sincera).

7) Accettare il risultato, qualunque esso sia

Purtroppo, per quanto possiate essere preparati o abbiate seguito alla lettera questi suggerimenti, non è detto che tutto ciò sia sufficiente per ottenere quel tanto sperato posto di lavoro. Primo, perché la concorrenza è spietata e il numero di candidati supera di gran lunga quello dei posti disponibili, per cui c’è sempre qualcuno dietro l’angolo pronto a battervi sul tempo; secondo, perché esiste comunque la possibilità che abbiate commesso, seppure in buona fede, qualche errore nel presentarvi; terzo, perché, perché non tutte le persone scelgono di concorrere in maniera onesta, ed è giusto tener conto anche di eventuali magagne. Se non superate le selezioni, dunque, non disperate e non abbattetevi e, soprattutto, fate sì che questo inconveniente non danneggi la vostra autostima: non c’è niente di peggio dell’arrivare depressi e sfiduciati al colloquio successivo. Cercate quindi di imparare dalle esperienze negative, di esaminarle e valutare eventuali errori, e di mostrare un atteggiamento positivo al prossimo incontro!

34 anni, avellinese, iscritto all'Albo Nazionale dei Giornalisti Pubblicisti dall'ormai lontano 2000. Appassionato di sport, tecnologia e web, è attualmente Search Marketing Specialist nell'agenzia pubblicitaria statunitense J. Walter Thompson.