Cinema

“GGG – Il Grande Gigante Gentile” di Steven Spielberg: Recensione

Steven Spielberg ritorna in sala con GGG- Il Grande Gigante Gentile

Tratto da un romanzo di Roald DahlGGG- Il Grande Gigante Gentile è il nuovo film del regista settantenne Steven Spielberg, a un anno di distanza dall’acclamato Il ponte delle spie. Il suo nuovo film è una fairy tale più classica, ma dalla forma ludica e squisitamente natalizia, in grado di far breccia nel cuore gentile non solo dei più piccoli ma anche in quello dei grandi.

Trama

I giganti sono delle creature fiabesche dalla statura imponente e dai modi rozzi, simili a dei troll. Vivono in un mondo tutto loro e si nutrono di carne umana, nello specifico bambini. Con la sola eccezione di GGG, acronimo di Grande Gigante Gentile (che nella versione originale ha la voce di Mark Rylance, premio Oscar per Il ponte delle spie), l’unico della sua specie a non nutrirsi di carne umana e dal cuore puro. GGG ha una missione: portare sogni belli ai bambini che dormono. L’incontro con Sophie, una bambina, sarà l’inizio di un’amicizia destinata a sfidare i pregiudizi del regno e nello stesso tempo di una missione eroica…

Recensione

Pur essendo una favola di buoni sentimenti, GGG racconta una storia che può ricordare forse il più grande successo commerciale del regista di Cincinnati, E.T.- L’Extraterrestre, sebbene non raggiunga quei livelli di mise en scène. E infatti sembra essere un film nostalgico, nostalgico di quel filone di film per famiglie molto in voga negli anni ’80 (la produzione di film di questo genere in quegli anni era continua), un genere che sembra aver perso la propria identità. Tutto in questo film fa pensare a quel filone, dalla storia al racconto per immagini. Una coraggiosa operazione registica, ma anche un racconto scorrevole e piacevole.

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