Indubbiamente tutti i fan sfegatati della saga di 007 ricorderanno benissimo ciascun singolo attore che abbia interpretato l’agente segreto più famoso del mondo ed anche in quanti e quali film.

In principio era Sean Connery (7 volte), poi George Lanzeby (1 volta), a cui seguì Roger Moore che eguagliò il successo di Connery (7 film), poi Timothy Dalton (2 film), a cui seguì Pierce Brosnan (4 volte) e infine l’attuale ed in via di ritirarsi Daniel Craig (4 volte). L’australiano George Lanzeby ebbe occasione di vestire i panni di Bond in un unico film: Al servizio Segreto di Sua Maestà, non un successo di pubblico ma uno dei film-cardine della saga, venendo tuttavia criticato per la sua interpretazione, ritenuta poco credibile e da alcuni critici persino legnosa. Celebre divenne la sequenza d’apertura dove il nuovo Bond, dopo essersi lasciato scappare la futura moglie Tracy Di Vincenzo (interpretata da Diana Rigg), in seguito ad un salvataggio da un tentato suicidio, si rivolse alla macchina da presa dicendo: “All’altro non sarebbe mai successo”.

Ora, la storia dello sfortunato attore George Lanzeby diviene un documentario di Josh Greenbaum intitolato Becoming Bond, dove si racconta come venne scritturato un attore che non aveva mai recitato prima e perché rifiutò il ruolo dopo che gli venne proposto un contratto per altri sei film.

 

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Laureato in DAMS all'Università degli Studi di Torino e diplomato in Filmmaking presso la Scuola Holden, ha frequentato diversi workshop di sceneggiatura e critica cinematografica, formando la sua esperienza anche presso alcuni Festival cinematografici (Torino, Bobbio e Venezia). Già redattore presso "Darkside Cinema" e "L'Atalante", è autore di racconti, soggetti e sceneggiature, nonché regista di un cortometraggio, "Interno familiare". Nel 2016, un suo soggetto per lungometraggio è stato tra i finalisti al Pitch in The Day- Concorso Opere prime.