Casa Bianca: Storia e Curiosità della White House

Storia e curiosità della Casa Bianca. Le bellezze della White House dimora del presidente degli USA tutte da scoprire.

La Casa Bianca di Obama in un Film: From the Corner of the Oval

Riprendiamo il nostro viaggio alla riscoperta della residenze presidenziali più affascinanti al mondo, involandoci questo lunedì negli Stati Uniti. 1600 di Pennsylvania Avenue: benvenuti alla Casa Bianca, attuale dimora del presidente Donald Trump.

Un ampio viale di pietrisco, fiancheggiato da due marciapiedi; apparentemente una via principale dei tempi moderni. Eppure… riconoscibilissima nell’assetto urbano per esser stata, a suo tempo, crocevia di eleganti carrozze. Una strada anacronistica, alberata ma giovane, dal profumo patriottico e austero. Incute rispetto e timore riverenziale, nella sua bellezza Pennsylvania Avenue, ma solo quando riesci a comprendere d’essere di fronte alla Casa Bianca. Fino ad allora una via storica come tante, a dir il vero.

La singolarità della White House

Una sorpresa inaspettata, all’arrivo quando la guida americana classica dei tour operator ci spiega che sì, quell’elegante “mansion” dal gusto neoclassico, tipica nell’assetto architettonico coloniale è proprio la Residenza del Presidente degli Stati Uniti. Lascia quasi interdetti scoprire che la grandiosità enfatizzata da pellicole cinematografiche e documentari vada ridimensionata. Certo, abbiamo scoperto la scorsa settimana che sia davvero “piccola”, se paragonata al Quirinale ma è davvero così? Se si ha la fortuna di visitarla la risposta è nì. Troneggia senza dubbio maestosa nel suo candore in un parco incontaminato dall’erba tagliata e livellata con precisione. Eppure si estende su una superficie di “appena” 6000 m² circa e conta 132 stanze.

Casa Bianca: la sua storia… non molto fortunata

Sappiamo da documenti storici che indubbiamente fu il francese Pierre L’Enfant a progettare Washington DC come una grande scacchiera, il cui centro sarebbe stata  poi l’Executive Mansion (la Casa Bianca), collegata con un viale di 120 metri alla sede del Congresso, il Campidoglio. Entrambe le costruzioni furono ideate dal francese, che però venne rimosso dall’incarico. Fu immediatamente bandito un concorso e il vincitore fu James Hoban, che la progettò nel 1792. Ebbe l’idea di costruire un edificio sì colossale e sontuoso ma che fosse ben proporzionato, di ispirazione inglese ma con alcuni richiami alle ville venete del Palladio.

Questo ridimensionamento, come ci racconta la guida si deve anche e soprattutto a George Washington, primo Presidente degli Stati Uniti che amava la semplicità e detestava gli sprechi. Per lui era essenziale una dimora che avesse l’eleganza e il calibro che spetta ad un Presidente ma che idealmente non allontanasse il popolo dall’idea di Uomo vicino alla propria gente.

La Casa Bianca però per quanto concerne la sua costruzione, storicamente parlando, non ebbe fortuna. Schematizziamo infatti di seguito i diversi periodi in cui fu trasformata, distrutta o modificata consapevolmente per darvene davvero un’idea:

  • 1800: G.Washington muore durante la costruzione del tetto. Viene inaugurata in quello stesso anno, a novembre quando Thomas Jefferson, nuovo Presidente vi si insedia. Sarà proprio lui a richiedere le prime modifiche, negli adorni e nella grandezza. Ricordiamo i porticati agli ingressi Nord e Sud e le ali Est ed Ovest, oltre a serre e gabbie per orsi bianchi (sì, avete capito bene, si trattò di doni di esploratori) tutti progettati dall’americano Benjamin Latrobe. Durante il suo mandato furono anche arredati gli appartamenti con mobili francesi.
  • 1812: L’Executive Mansion viene data alle fiamme da truppe inglesi durante la guerra anglo-americana. Furono risparmiate solo le pareti esterne, comunque deturpate. Fu richiamato Hoban che la restaurò sommariamente ma venne letteralmente demolita negli interni da simpatizzanti del Presidente Jackson nel 1829.

Da questo momento in poi si avvicenderanno diversi presidenti che tenteranno di riportarla ai fasti d’un tempo pur senza riuscirci. Arriverà però finalmente il turno di Chester A. Arthur, che, non volendo mettere piede nella “baracca”, come spesso la chiama ne comanderà una totale ristrutturazione, continuata anche dai suoi successori. Tornerà a brillare di luce propria solo  dopo l’elezione di Harry S. Truman, nel 1945 poiché verrà completamente ricostruita (ad eccezione delle mura perimetrali esterne) riportandola ai progetti neoclassici di Latrobe e Hoban. Durante questo periodo l’amministrazione Truman si dovette trasferire a Blair House che fino ad allora era stata utilizzata per ospitare le delegazioni di altri paesi in visita ufficiale.

La Sicurezza aleggia “quasi” impalpabile

Nel nostro caso, nel 2015 Obama era al suo interno (riuscimmo a scorgere la bella Michelle anche a distanza, una donna alta che presto scomparve dietro il colonnato). Ci furono incontri diplomatici, per cui non abbiamo rimirato gli interni (per una visita in 3D davvero suggestiva vi consigliamo l’opzione Street View di Google). Eppure il colpo d’occhio esterno è ancora vivissimo nei ricordi.

Ci lascia inebetiti quel giorno la consapevolezza di notare, di tanto in tanto qualcuno che si muove sui suoi tetti. Cecchini? Forse. La guida preferisce non rispondere eppure notiamo, da ovest ad est qualcuno che fa di tanto in tanto capolino; è presente un controllo serrato al recinto che ci separa dalla dimora presidenziale. Ci viene spiegato che le transenne presenti separano dal recinto per impedire che qualcuno possa provare a scavalcarlo; a noi pare davvero un’assurdità, una sicurezza inutile (chi mai ci proverebbe?) ma veniamo immediatamente smentiti; il rischio è quello d’esser sparati a vista.

Ci hanno provato in passato alcune persone affette da disturbi psichici e ovviamente chi è addetto alla sicurezza questo non può saperlo preventivamente; dopo l’intimazione all’alt, si procede. C’è silenzio generale dei turisti, chissà se da noi in Italia si agirebbe così. Eticamente non commentiamo, non essendo del campo ma si riprende il viaggio con una nuova consapevolezza: la calma intorno è solo apparente.

Casa Bianca: alcune curiosità

  • Ogni presidente degli Stati Uniti ha a disposizione 100.000$ per modificare alcuni elementi strutturali della residenza. Inoltre può arredare le stanze private e i propri uffici secondo il suo gusto, aggiungendo nuovi spazi. Per esempio, Obama ha fatto costruire un campo da basket, Michelle un orto per incentivare uno stile di vita sano ed equilibrato, visto l’alto tasso di obesità negli States.
  • La West Wing (o Ala Ovest) è l’edificio che ospita gli uffici del Presidente degli Stati Uniti. Comprende lo Studio Ovale, la Hall of Cabinet, la Situation Room e la Roosevelt Room. In particolare lo Studio Ovale è il fulcro delle attività presidenziali: di forma ellittica ha tre grandi finestre rivolte a sud, un camino nella parte a nord della sala e ben quattro porte conducono in diverse aree, di cui una all’ufficio del segretario del presidente.
  • La Resolute Desk è la grande scrivania del Presidente degli Stati Uniti. Fu fatta costruire per volontà della regina Vittoria e donata al Presidente di allora, Rutherford B. Hayes nel 1880. Fu realizzata con il legno della nave d’esplorazione britannica HMS Resolute. Molti presidenti dopo Rutherford Hayes hanno utilizzato la scrivania in varie stanze della Casa Bianca, ma fu Jackie Kennedy, che per prima decise di metterla all’interno dello Studio Ovale nel 1960 per il marito, il presidente John Fitzgerald Kennedy.
  • Tutte le spese personali sono a carico del Presidente, ad eccezione dei pranzi di Stato con i rappresentanti degli altri Stati, della cancelleria e di stoviglie rotte
  • Nel progetto originale della Casa Bianca le dimensioni previste erano quasi quanto la Reggia di Versailles. Giudicata proprio da G. Washington e Jefferson enorme, la costruzione fu comunque realizzata, seppur privata dei portici e del terzo piano.

Laureata in Belle Arti, Dipartimento di Arti Visive ha scelto di fare della Decorazione Artistica, in ogni forma la sua vita. Pugliese di nascita, spezzina d’adozione ha sempre un nuovo libro con sé; ama i viaggi, la fotografia, il buon cibo e predilige i film storici. Freelance Editor per Newsly.it e NailsArt.it scrive per dare voce alle idee, per lasciare che si concretizzino e possano dare nuova forma e sostanza al mondo che la circonda.