Attualità

Arrestati 11 principi in Arabia Saudita per corruzione

Il principe ed erede al trono dell’Arabia Saudita, Mohamed bin Salman, ha istituito una nuova commissione anti-corruzione che ha portato all’arresto indiscriminato di 11 principi, appartenenti alla famiglia reale, e 38 ex ministri.

Tra gli arrestati figura anche il miliardario Alwaleed bin Talal, uno dei più facoltosi e importanti uomini d’affari sauditi. Il miliardario saudita, infatti, attraverso la sua società d’investimento, la Kingdom Holding, possiede, tra le tante, importanti partecipazioni nella News Corp, l’impero mediatico di Rupert Murdoch, e in Twitter. La notizia dell’arresto ha provocato, così, un affondo delle quotazioni della Kingdom Holding, lasciando quasi il 10% sul terreno, e anche dell’indice guida della Borsa saudita.
Secondo alcune voci, data l’importanza, e clamorosa ondata d’arresti, per il rango e il peso politico delle persone finite in carcere, le motivazioni sono da riscontrare nella possibile intenzione da parte di Mohamed bin Salman di salire al trono e, quindi, togliersi di mezzo figure scomode per il suo futuro governo.

Il precedente

All’età di 32 anni, Mohamed bin Salman è ritenuto, di fatto, il governante dell’Arabia Saudita, guidata dal padre 81enne re Salman, poiché a lui è affidato il contro delle leve del potere, dalla Difesa all’Economia, con il suo piano “Vision 2030”.
d’altra parte, già due mesi fa, la commissione anti-corruzione aveva portato all’arresto di circa venti persone, tra i quali figurano influenti esponenti religiosi del clero wahabita (l’interpretazione più rigorosa ed intransigente dell’Islam sunnita), tra l’altro, contrari alla politica estera di Mohamed bin Salman, che ha portato alla rottura delle relazioni con il Qatar, ma anche alle sue riforme politiche come l’annunciata privatizzazione del 5% del colosso petrolifero Aramco e il taglio dei sussidi di Stato.

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