Domenica in Albis 2017, il Regina Coeli di Papa Francesco

Anno Santo Straordinario, Papa Francesco: “Dedicato alla Misericordia”

In una Piazza San Pietro gremita da una folla di fedeli giunti da tutto il mondo e in particolare da molti paesi europei, si è svolta stamani la preghiera del Regina Coeli celebrata da Papa Francesco affacciatosi alle 12:00 dalla finestra del palazzo apostolico. Al centro dell’omelia di oggi, la spiegazione della “Domenica in Albis” e il passaggio di testimone di quest’ultima alla “Domenica della Divina Misericordia”.   

Cos’è la Domenica in Albis?

Nell’anno liturgico la “Domenica in Albis” è identificata come la prima domenica dopo la Pasqua. La parola latina “Albis” sta ad indicare le vesti bianche indossate dai fedeli che avevano ricevuto il sacramento del battesimo durante la veglia di pasqua e secondo la tradizione, i battezzati la indossavano per una settimana intera fino alla “Domenica in Albis”, giorno in cui le vesti venivano deposte. Quest’oggi nel corso del Regina Coeli, Papa Francesco ha spiegato tale significato aggiungendo anche che: “A ciascuno di essi veniva data una veste bianca che sta a significare l’alba e anche oggi si fa questo. Ai neonati si da una piccola veste e agli adulti se ne da una più grande. In passato quella veste bianca veniva data per una settimana intera. Così, la domenica dopo la Pasqua, tolta la veste bianca i neofiti iniziavano una nuova vita in Cristo e nella Chiesa”. 

Giovanni Paolo II, il Giubileo del 200 e la Divina Misericordia

Nel 2000 Papa Giovanni Paolo II celebrò il Giubileo del terzo millennio, pellegrini e fedeli giunti dai quattro angoli della terra, si riversarono a Roma e in Vaticano per celebrare il Giubileo e per compiere il percorso al fine di ricevere il perdono dei peccati. Fu proprio durante il Giubileo del 2000 che il Santo Padre (di nome e di fatto) Giovanni Paolo II istituì  la “Domenica della Divina Misericordia”, la quale veniva affiancata alla “Domenica in Albis”. La Domenica della Divina misericordia prende il nome dalla figura di Santa Faustina Kowalska la quale ebbe una visione di Gesù Risorto vestito di una vesta bianca e che dal suo cuore fuoriuscivano due raggi di colore rosso e bianco ad indicare proprio sangue ed acqua.

Oggi Papa Francesco ha ricordato questo evento e l’istituzione della Domenica della Divina Misericordia, citando il Vangelo di Giovanni: “Il Vangelo di oggi è il racconto dell’apparizione di Cristo Risorto ai discepoli riuniti nel cenacolo. Scrive San Giovanni: come il Padre ha mandato Me, io mando voi, detto questo fece il gesto di soffiare verso di loro e aggiunse: ricevete lo Spirito Santo. Ecco il senso della misericordia che si presenta proprio nel giorno della Risurrezione di Gesù come perdono dei peccati”. Gesù dunque dà ai discepoli e quindi a noi stessi il mandato per annunciare il perdono: “Gesù ha trasmesso di portare a tutti l’annuncio completo del perdono, questo compito porta ora la pace nel cuore. La Misericordia alla luce di Pasqua si lasci percepire come una vera forma di conoscenza e questo è importante. Sappiamo che si conosce attraverso tante forme sensi ragione ecc, bene si può conoscere anche attraverso l’esperienza della Misericordia perché essa apre le porte della mente per comprendere meglio il mistero di Dio, la Misericordia che ci fa capire che violenza e non portano a niente perché si priva della propria dignità, essa apre la speranza specialmente con chi è solo ed emarginato”.

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Al termine dell’omelia Francesco ha spiegato che: “La Misericordia insomma è strumento di pace, non dimentichiamo mai che la misericordia è la chiave di volta nella vita di fede ed è la forma concreta per dare visibilità a Gesù”, e naturalmente Maria in tutto ciò ha un ruolo fondamentale.

Papa Francesco ricorda la beatificazione di Padre Luis Antonio Rosa Ormières

Dopo l’omelia, Papa Francesco ha ricordato la beatificazione di Padre Luis Antonio Rosa Ormières il quale visse nel 1800 e fondò Congregazione delle Suore dell’Angelo Custode, avvenuta ieri ad Oviedo in Spagna: “Il suo esempio aiuti chi lavora a scuola e nel campo educativo”, proprio perché il Beato Ormières si dedicò all’educazione dei bambini in particolare dei più poveri e meno fortunati. Siamo ormai abituati ai saluti finali di Papa Francesco, nei quali chiede: “Per favore non dimenticatevi di pregare per me”, ma ciò che colpisce ancora oggi è la sua spiccata gentilezza ed educazione: “buon pranzo e arrivederci”.

Laureando in Scienze Religiose, appassionato di tutto ciò che riguarda la storia, in particolare quella della Chiesa e anche di giornalismo. Sognatore e visionario, speaker radiofonico e amante dell'arte in generale. Il mio sogno ? Diventare vaticanista!