Si intitola “Via da qua” il singolo che segna il ritorno discografico di Fabio Curto, cantautore calabrese vincitore nel 2015 della terza edizione di “The voice of Italy”. Il brano, in rotazione radiofonica dal 14 aprile, è prodotto da Simone Bertolotti, oltre ad essere accompagnato dal videoclip ufficiale diretto da Ana Ortega Moral.

In questo pezzo sento la gioia di vivere, condividere e percepire attraverso l’intesa dei sensi – racconta l’artista – correre senza una meta come un bambino, una discesa libera che può costare qualche graffio ma che vale la pena di essere vissuta. Sin dall’intro strumentale si avverte questa urgenza che ripiega poi dolcemente su un momento riflessivo in cui ‘Via da qua’ è pronunciato davanti un tramonto rosso, davanti una giornata che finisce. Sono presenti nel brano molti dei valori in cui credo profondamente e che ritrovo spesso negli ambienti umili e informali, quello che sinceramente prediligo. Ho voluto inserire nella solida struttura del brano terzinati ritmici facendo convivere un leggero soffio di Irish con alcuni dei suoni che mi fanno sentire legato alla mia terra”.

Via di qua | Testo

Vorrei portare un grammo di campagna da annusare
Quando in questi grandi hotel non c’è rumore
Il palco a luci spente sembra un albero d’inverno
Poche ore ancora e pronti a ripartire
E non so più che cosa mi hanno detto
Se è onesto questo patto che ho firmato all’improvviso
Perfetto
Un patto è sempre un patto
Sarebbe stato meglio
Un pugno in mezzo al viso

Vorrei lasciare sempre una carezza
A quei bambini che mi credono l’eroe del mio paese
Guerrieri della luce salvate l’avvenire
Da quei grandi che hanno smesso di giocare

Vorrei cantare sempre una canzone di Modugno
A una vecchietta la domenica mattina
Non so spiegarvi quanto adori farle ricordare
Quel tempo in cui cantare
Era l’unico modo di andar via

Via da qua
Via dalla città
Ti prego portami indietro
Via
Via da qua
Dove non si sa
Soltanto un passo più indietro

Vorrei ci ricordaste che il valore di un artista
Va ben oltre i dischi che non venderete
E sai le notti in bianco ripensando
Alle parole di una strofa che voi non ascolterete
Perché state insegnando che bisogna essere falsi, stronzi o pazzi
Non esiste un’altra via
E a pugni chiusi questo cristo nella metro
Con tutto il suo passato
Riflesso dentro un vetro
La voglia d’andar via

Via da qua
Via dalla città
Ti prego portami indietro
Via
Via da qua
Dove non si sa
Soltanto un passo più indietro

Vorrei che questo vivere di fretta
Smetta di essere un’assurda offesa contro l’esistenza
Vorrei vedere viva la speranza
Porta all’invidia un poco di rispetto
Per ogni debolezza
Vorrei vedere gente che apparecchia per le strade
Mentre il sole si nasconde dietro al mare
Difendere l’amore
L’amore di mia madre
Che mi ha fatto capire
Che un giorno vorrei essere un buon padre

Via da qua
Via dalla città
Ti prego portami indietro
Via
Via da qua
Dove non si sa
Soltanto un passo più indietro

E poi via
Via da qua
Questa dignità
E’ una campana di vetro
Via
Via da qua
Dove non si sa
Soltanto un passo più indietro

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica e spettatore interessato di tutto ciò che è intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.