Facebook Files, la censura dei contenuti sensibili: come funziona?

“Il Guardian” svela come funziona la censura sul social network di Zuckerberg con Facebook Files

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Per la prima volta, il quotidiano britannico “Il Guardian” svela con “Facebook Files“, come il social censura i contenuti sensibili. L’archivio delle linee guida deve quindi rispettare diversi argomenti come la violenza, la pedofilia, la crudeltà verso gli animali, il terrorismo e la pornografia.

In questi anni Facebook ha continuato ad evolversi, raggiungendo l’iscrizione di quasi 2 miliardi di utenti, provenienti da tutto il mondo. Ciò che in molti ad oggi si chiedono è come un social con tale popolarità sia in grado di distinguere i contenuti “giusti” da quelli “sbagliati”. Secondo “Il Guardian”, ad esempio, il social network Mark Zuckerberg ha diverse difficoltà nella gestione di così tanti contenuti, condivisi contemporaneamente. Se da un lato però controllarli risulta impossibile, dall’altro ha la capacità di moderare argomenti relativi alla violenza, al razzismo, al terrorismo, che ricordano l’odio o la pornografia.

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Nella maggior parte de casi, “Facebook Files” comprende post, frasi o immagini contenenti una stessa minaccia, che però assumono un valore che cambia a seconda della persona a cui è rivolta. Ciò significa che la pubblicazione di un filmato che mostra un atto di autolesionismo non viene rimossa, mentre vengono immediatamente eliminate frasi violente o diffamatorie nei confronti di categorie di persone precise. Tra queste, i politici, poiché “Facebook Files” è solita proteggere questa determinata categoria.

Studentessa universitaria di Scienze e Tecnologie della Comunicazione presso La Sapienza di Roma, con la passione per il giornalismo e la fotografia. Contributor Editor e Freelance per Newsly.it e NailsArt.it, Sogna di girare il mondo, con carta e penna alla mano e reflex al collo, per immortalarlo in ogni minimo dettaglio..