Intervista ad Aiello, il cantante racconta “Hi-Hello” e “Come stai”

L'intervista ad Aiello, il giovane cantautore pronto al debutto discografico con l'EP "Hi-Hello".

A partire dal prossimo 26 maggio, in tutti i digital store, sarà disponibile il primo EP del giovane cantautore Aiello, uno dei nomi interessanti della nuova musica italiana, intitolato “Hi-Hello” e anticipato dal primo singolo “Come stai”, accompagnato dal videoclip diretto dal regista Lorenzo Zanoni.

Lo abbiamo incontrato per voi, per parlare di questo suo debutto discografico e delle cinque tracce che compongono questo mini album (“Come stai”, “Solo a metà”, “Promettimi”, “Ogni tanto” ed “Accidenti a te”), prodotte da Daniele Sinigallia ed inciso nel “Gli Artigiani Recording Studio” di Roma.

Ciao Aiello. Come stai vivendo questo momento professionalmente importante? “Benissimo. Sono molto felice, a tratti sorpreso, molto carico. Finalmente il mio progetto vede la luce e io ne sto godendo il suo calore”.

Dal 26 maggio sarà disponibile l’EP che segna il tuo esordio discografico, intitolato “Hi.Hello”. Com’è nato questo titolo ironico e, al tempo stesso, geniale? “Perché il mio nome AIELLO si presta a questo gioco fonetico del doppio saluto in inglese. Tutti mi dicono che sono particolarmente aperto e accogliente, come persona ed io francamente mi rivedo nella bellezza del saluto, nel bisogno dell’incontro. Quindi, quale miglior modo di presentarsi, se non salutando due volte!?”.

Cosa ti ha spinto a scegliere come primo singolo “Come stai”, rispetto alle altre tracce del disco? “Io, sinceramente, ho scelto COME STAI, il primo pezzo nato e poi sia a me e che a Daniele Sinigallia (produttore artistico), ci sembrava la perfetta sintesi dell’intero lavoro e/o il miglior modo di presentare il nuovo sound”.

C’è un filo conduttore tra le tracce? Se si, quale? “La sincerità nella condivisione delle storie e la sperimentazione musicale, la ricerca delle sonorità… quel mix di elettronica, indie e pop acustico che abbiamo miscelato con grande passione”.

Oltre i generi da te citati, ce ne sono altri che ti attraggono e che vorresti sperimentare in futuro? “Ho sempre ascoltato musica soul da bambino e amo i brani acustici. Non so se un giorno dedicherò un lavoro intero a questi due approcci/generi, sicuramente li mescolerò alle mie sonorità attuali”.

Quali sono i tuoi ascolti quotidiani? I tuoi modelli artistici di riferimento? “Non ho modelli precisi, non ho mai avuto idoli o artisti da idolatrare, neppure a 16 anni, tanto meno mi sono focalizzato mai su un solo genere o su un solo artista. Ascolto quotidianamente tantissima musica elettronica internazionale, tanta musica cantautoriale italiana, specie quelli della vecchia guardia”.

Ci sono autori e colleghi con il quale ti piacerebbe collaborare in futuro? “Tanti, forse troppi. Tra i Big nazionali, direi JOVANOTTI, ma apprezzo molto anche la scena emergente o già affermata, della musica elettronica italiana. Amo l’idea della collaborazione, dell’incontro, della contaminazione con i suoni e con l’arte degli altri”.

Quali sono i tuoi progetti futuri e sogni nel cassetto? “Suonare il più possibile, farmi ascoltare da più persone possibili e lavorare sul mio primo disco”.

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica e spettatore interessato di tutto ciò che è intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.