Intervista a Marirosa Fedele: racconta il nuovo EP “Cuciti gli occhi”

Dopo il successo del singolo "Fragile lacrima", arriva il secondo disco dell'arista italo-brasiliana.

Intervista a Marirosa Fedele: racconta il nuovo EP

Sarà disponibile su tutte le piattaforme digitali a partire dal 7 aprile, il nuovo EP di Marirosa Fedele, intitolato “Cuciti gli occhi”. Un progetto che trascina la cantautrice irpina all’interno di diversi generi musicali, come il soul, il jazz e la bossa nova, quest’ultima un chiaro omaggio alle sue radici brasiliane. Abbiamo intervistato per voi l’artista classe ’88, che si è lasciata andare ad un’appassionata intervista.

  • Ciao Marirosa, “Cuciti gli occhi” è il titolo del tuo nuovo album, cosa ci racconti a riguardo?

“Questo EP nasce proprio dalla volontà di creare un momento di condivisione, inteso come unico filo conduttore di tutti i cinque brani, che raccontano storie diverse. Questo progetto nasce dalla voglia di comunicare l’importanza di essere uniti oggi, capita di non avere molto tempo per condividere un percorso, un pensiero oppure un’emozione con gli altri, perché molto spesso la vita ci fa correre”.

  • Parlaci dei brani presenti. Cosa rappresentano per te?

“Un brano molto importante è ‘Cuciti gli occhi’, non solo perché apre il disco ma anche perché è il pezzo più rappresentativo, che racconta in maniera dettagliata il concetto di condivisione e l’importanza di essere uniti oggi. ‘Sfioro un se’ è brano dal sapore latin, che racconta di chi lotta per riuscire a riscrivere una storia importante, ma che sta per finire. In ‘Fragile lacrima, il mio nuovo singolo, racconto la storia di chi fugge da un incontro, molto spesso capita che in un rapporto ci sia chi scappa e chi, invece, tenta di raggiungere l’altro, mentre quando questo non accade diventa tutto molto più difficile. Infine, “Il coraggio di tacere” è un pezzo che appartiene al mondo del soul, un genere che personalmente apprezzo e che generalmente ascolto. Questo brano racconta la storia di una donna che per amore mette da parte ogni sua esigenza, per far spazio al bisogno dell’altro”.

  • Interessante anche il videoclip di “Fragile lacrima”, diretto da Dario Picariello, che in una settimana ha già totalizzato oltre 5.000 visualizzazioni su YouTube. Com’è nata l’idea? 

“Questo video è nato da un pensiero ironico, il regista è un artista contemporaneo che lavora proprio con ironia. Ha voluto rappresentare questa storia attraverso questo ragazzo che è totalmente assente dal rapporto e che, ad un certo punto, addirittura dorme. Attraverso quest’immagine Dario ha voluto interpretare questo brano, una persona che fugge e che diventa con questo suo modo di fare anche irraggiungibile”.

  • Che tu sia una musicista ed una cantautrice di classe, lo si capisce anche solo dal primo ascolto di questi pezzi. Ci sono altri generi che ti piacerebbe sperimentare in futuro?

“In realtà il jazz, la bossa nova ed il soul, sono i generi molto più vicini ai miei gusti. Amo ascoltare anche altro, ma non so se un giorno riuscirei ad avvicinarmi ad un mondo diverso, come il pop o il rock. Nel disco c’è comunque tanta contaminazione perché, anche se sono di origine brasiliana, ho vissuto in Italia da sempre, in particolare in Irpinia. Le influenze con la musica campana e napoletana comunque ci sono, perché fanno parte degli ascolti che ho avuto negli anni”.

  • Parli e canti in italiano, portoghese ed inglese. Dal punto di vista musicale, secondo te, cosa caratterizza, accomuna e distingue queste tre lingue?

“Ogni lingua ha la sua musicalità, soprattutto il portoghese, almeno per come i brasiliani lo intendono, è molto più distante dalla musica, con la chitarra che molto spesso suona più avanti o più indietro rispetto alla voce, una caratteristica abbastanza particolare. Per quanto riguarda l’italiano, la musica ha una sua poesia che già dai testi degli anni ’60, ad esempio con Modugno, aveva una musicalità enorme. Nell’inglese, invece, è tutto molto più semplice, un’immediatezza molto diversa rispetto all’italiano”.

  • Ascoltando i brani dell’EP, si percepisce una forte ricerca non solo nelle sonorità, ma anche nei testi. Come nasce di solito un tuo brano? 

“Solitamente nasce prima la musica e poi il testo, ma non c’è una regola precisa, a volte può succedere il contrario o possono nascere pure contemporaneamente. E’ un po’ vario, ma tutto molto spontaneo”.

  • Quali sono i tuoi prossimi eventi in programma?

“Sicuramente porterò questa mia creatura in giro, siamo ancora in fase di organizzazione, ma se volete seguirmi troverete prossimamente tutte le info sui miei social”.

Grazie Marirosa, in bocca al lupo per la tua strada musicale.

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica e spettatore interessato di tutto ciò che è intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.