Intervista a Stella Pulpo, Autrice di “Fai uno squillo quando arrivi”

L'intervista di Newsly.it all'autrice di "Fai uno squillo quando arrivi", Stella Pulpo

L’intervista a Stella Pulpo, autrice del romanzo “Fai uno squillo quando arrivi” e di “Memorie di una Vagina”, un blog che ha visto negli anni un crescere di consensi fra nuove e vecchie generazioni. Discorsi arguti e seri, mai banali e sempre improntati sull’umorismo. Per anni la sua identità ha vissuto nell’anonimato, e ai fans andava bene così.

Qualche mese fa la novità: la pagina Facebook “Memorie di una Vagina” ha visto il battesimo della pagina sorella “Memorie di una Cugina”. Panico fra i fans che temevano una ripercussione dello “Zio Zuckemberg” sui temi piccanti e sul gergo così diretto della pagina originale, e invece, a distanza di qualche mese, la svolta. La (pagina) “Cugina” si palesa in nome e cognome tramutandosi in “Stella Pulpo”, ed annuncia l’uscita di un suo libro, “Fai uno squillo quando arrivi”, edito da Rizzoli ed in libreria a partire dal 15 giugno.

Stella Pulpo si racconta a Newsly.it: l’intervista

Scambiamo adesso quattro chiacchiere con l’autrice del blog mentre è in viaggio, affrontando anche le gallerie e l’imbarazzo che può destare toccare certi temi in un vagone di un treno. Oggi finalmente la mente ed il braccio del famosissimo blog “Memorie di una Vagina” ha un nome ed un volto: Stella Pulpo – parlaci un po’ di te. “Ehm, mi chiamo Stella, sono pugliese, trapiantata a Milano da oltre dieci anni per studio e lavoro. Lavoro nella comunicazione da sette anni e adesso ho deciso di provare a vivere di scrittura, nonostante la realtà italiana. Ci riuscirò? Vedremo”.

Un blog che negli anni – grazie anche alla diffusione dei social network e la condivisione dei pezzi su di essi – ha visto un fiume in piena di consensi. A cosa pensi sia legato questo successo, al fatto che in una realtà omologata come la nostra le tematiche che racconti e affronti si ripropongano? “Secondo me la nostra generazione non è più omologata di quanto non lo siano state le precedenti. Quello che ci distingue però dalle altre è che siamo la generazione a cavallo fra l’analogico ed il digitale. Il successo secondo me può dipendere dal fatto che in ogni post le tematiche che affronto hanno diverse chiavi di lettura, e che al momento della pubblicazione potevano essere delle novità. Parlare di “stalkeraggio sui social” o di usare una “dating app” sei anni fa (ndr: anno di apertura del blog) non è come parlarne oggi in cui sono cose che appartengono alla quotidianità. Un’altra cosa che penso sia stata premiata sia il fatto che davvero MdV non nasce come una trovata di marketing ma come un blog personale”.

Un myspace del futuro insomma? “Esatto, o un msn space. Un luogo in cui comunicare sensazioni e pensieri miei, solo per il gusto di farlo non per rivendermeli”.

Il 15 giugno esce nelle librerie la tua prima fatica letteraria “Fai uno squillo quando arrivi”, edito da Rizzoli. Un bel salto di qualità. Come nasce questa idea? “In realtà io scrivo da sempre, ho partecipato a molti concorsi letterari e alcuni li ho anche vinti. A 20 anni avevo già diverse pubblicazioni antologiche alle spalle. Poi c’è stato il blog, il suo inaspettato successo, e tutti lì a dirmi “devi scrivere un libro” ma io non mi sentivo pronta. Poi c’è stato il contatto con Rizzoli ed è stato tutto naturale, per me i tempi erano cambiati, erano maturi”.

Sembrerebbe un romanzo autobiografico. Quanta Stella c’è in Nina? “C’è tanto ma non c’è tutto. C’è quel tanto che ci sia in maniera esplicita soprattutto all’inizio della carriera. Questa scelta viene comunque come diretta conseguenza del blog, all’inizio non hai altre esperienze da cui attingere se non dalla tua stessa vita, ne prendi parte di essa e ci costruisci su una trama”.

Due elementi fondamentali danno un tono ed un corpo a tutta la storia che altresì sarebbe l’ennesima storia “lui- lei – l’ex” e sono la musica e l’amore per la patria. Come nasce l’idea di inserire una playlist musicale in un romanzo? “L’idea nasce soprattutto perché nel mio fare personale faccio sempre caso alle melodie, quindi mi piaceva molto l’idea che questa discesi negli inferi della memoria della protagonista, Nina, fosse accompagnata da alcune canzoni che la aiutavano anche nel raccontare diversi momenti vissuti in merito alla sua storia. E’ niente di diverso da quanto non accada nella realtà, quante volte associ una canzone ad un determinato momento e poi ti capita di dover bannare tale melodia per periodi più o meno lunghi per evitare risvolti psicologici?”

A questo punto voglio approfondire il concetto di “Donna Troppa” da te anticipato in un dialogo tratto dal libro. “Ehm.. ci sono studi effettuati che dimostrano che ultimamente si sta verificando uno squilibrio di genere. Mi spiego meglio, secondo tali studi le donne stanno assumendo caratteri androgeni e gli uomini sempre più femminili. La donna troppo indipendente e sicura di sè acuisce le insicurezze dell’alltro genere assecondando troppo il suo fare androgino”.

A proposito di dialoghi tratti dal libro, questi avvengono spesso con tuoi amici, storici o di nuova conoscenza. Quanto sei affezionata ai tuoi personaggi secondari? “Molto. Ognuno di loro mi permette di tracciare un profilo psicologico della società in cui viviamo. Utilizzando solo Nina non avrei potuto creare un “network” di situazioni così diverse, perché Nina è l’alter ego della voce narrante del blog. C’è Bianca che è l’anima speculare di Nina, che ha le sue problematiche di donna sentimentalmente appagata nel suo matrimonio con Ciccio ma angosciata dalla pressante società che la vuole – contro la sua volontà – necessariamente mamma. Quindi Bianca mi permette di affrontare il discorso donne e maternità. C’è Bepi, l’amico gay, che descrive una forma di amicizia conflittuale, in cui la volontà di emergere dell’uomo gay porta spesso a degli scontri. C’è poi Greta, l’amica metropolitana, quella conosciuta dopo il trasferimento nella big Milano, e anche lei mette in luce la differenza anche regionale fra nord e sud. Sì sono decisamente molto affezionata ad ognuno di loro.

Che rapporti hai con le droghe tu? Ce lo puoi dire, ormai hai fatto coming out sulla tua vita sessuale anche a lettori come i tuoi genitori, dovresti essere quasi invincibile ad ogni sorta di tabù. “Di base non ne faccio uso. Ho avuto esperienze con quelle leggere – sono stata molte volte ad Amsterdam quindi fai conto di ciò – ma niente di più. La mia unica dipendenza che sto cercando di combattere e so che ci riuscirò prima o poi sono le sigarette”.

Social Addicted. Sceneggiatrice su whatsapp. Esperta in drammi sentimentali, pizze, panini e piadine. Sempre in bilico fra le sue due passioni: la ricerca scientifica e il giornalismo. Penna cinica del web appassionata di musica, arte e viaggi.