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Marcello De Vito, arrestato presidente M5s per tangenti stadio Roma

Corruzione e traffico di influenza illecita: questi i reati contestati, nel nuovo filone di indagine scaturito dal procedimento sul nuovo Stadio della Roma. In totale sono quattro gli arrestati. In carcere sono finiti il presidente dell’assemblea capitolina, Marcello De Vito e l’avvocato
Camillo Mezzacapo per entrambe le accuse. Ai domiciliari, invece, l’architetto Fortunato Pititto, legato al gruppo imprenditoriale della famiglia Statuto, e l’imprenditore Gianluca Bardelli, proprietario di una concessionaria auto dove sarebbe avvenuto un incontro segreto tra De Vito e Mezzacapo.

Arresto Marcello De Vito: 11 gli indagati

Nel registro degli indagati sono finiti i fratelli Pierluigi e Claudio Toti, presidente e vicepresidente della holding di famiglia e Giuseppe Statuto, l’avvocato Virginia Vecchiarelli, dello studio legale di Mezzacapo e le imprenditrici Paola Comito, amministratore e legale rappresentante della società Ellevi Srl, e
Sara Scarpari, amministratore e legale rappresentante della società Mdl Srl, riconducibile a De Vito e Mezzacapo.

Il presidente dell’Assemblea capitolina e Mezzacapo, secondo la giudice per le indagini preliminari, Maria Paola Tomaselli, avevano messo su un “vero e proprio sodalizio” e dalle intercettazioni emerge la volontà di sfruttare “il ruolo pubblico di De Vito per fini privatistici e ottenere lauti guadagni”. Stando a quanto scrive il gip nell’ordinanza, De Vito “ha messo a disposizione la sua pubblica funzione” per “assecondare, violando i principi di imparzialità e correttezza cui deve uniformarsi l’azione amministrativa, interessi di natura privatistica facenti capo al gruppo Parnasi”.

Al presidente dell’Assemblea Capitolina, l’avvocato Mezzacapo, nell’intercettazione del 4 febbraio scorso, dice: “Questa congiunzione astrale…è tipo l’allineamento della cometa di Halley, hai capito? Cioè è difficile, secondo me, che si verifichi così…e allora noi, Marce’, dobbiamo sfruttarla sta cosa, secondo me, cioè guarda…ci rimangono due anni”.

Secondo il Gip, ci sarebbe inoltre, “una sorta di autopromozione delle attività criminali che, secondo gli interlocutori, devono intensificarsi quanto più possibile, in ragione dell’elevato valore commerciale che la funzione svolta da De Vito ha assunto in relazione alle responsabilità di governo che il Movimento 5 Stelle ha sia a livello comunale che nazionale”.

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