La tragedia dell’Heysel, il ricordo dopo 30 anni

La tragedia dell'Heysel, il ricordo dopo 30 anni

Venerdì 29 maggio, ricorrono 30 anni dalla tragedia assurda avvenuta allo stadio Heysel di Bruxelles, dove si giocava la finale di Coppa Campioni di calcio, tra Juventus e Liverpool. Quella sera di trent’anni fa morirono 39 persone e oltre 600 rimasero ferite, quella che doveva essere una splendida serata di calcio, divenne in realtà una delle più brutte pagine della storia del calcio. Diversi gli appuntamenti per commemorare l’accaduto, a Torino, presso la sala Viglione nella sede del Consiglio regionale Piemonte alle 15,30 del 29 Maggio 2015 si terrà la Commemorazione della strage di Bruxelles. Mentre alle ore 19,30 nella Chiesa Gran Madre di Dio ci sarà la messa in suffragio delle vittime a cui parteciperà anche la squadra della Juventus.

Inutile raccontare ciò che è accaduto in quella famosa notte, fa tutto fa parte ormai degli annali, del calcio e non solo, quello che fa rabbrividire, è che purtroppo pare che la lezione non sia stata appresa. Basti pensare a quello che è successo con il derby capitolino, Lazio-Roma dello scorso lunedi 25 maggio. La partita, fondamentale per gli esiti delle due squadre in Champions League, ha avuto un prologo più che spiacevole, prima della partita le due tifoserie sono venute a confronto, e due tifosi della Roma sono stati accoltellati all’addome, per fortuna nessuno dei due è in pericolo di vita.

La novità, questa volta è che agli “imbecilli” italiani, si sono uniti “imbecilli” provenienti da tutta Europa. Infatti, sono accorsi tifosi provenienti dalla Polonia, Bulgaria, Grecia e Inghilterra a sostegno dei biancoazzurri per la partita contro la Roma, ma soprattutto per il prima e il dopo l’incontro. Un’altra partita che sarà ricordata non per il risultato, ma per l’idiozia di certi tifosi che dimenticano quale sia il senso del calcio e dello sport in generale. Ci si chiede come mai, uno sport così amato in Italia e non solo, non sia capace di trovare soluzioni alla violenza presente al suo interno. Fino a quando, gli appassionati autentici, saranno ostaggio di questi “imbecilli” che si spacciano per tifosi di calcio? Speriamo solo in futuro non sia necessario riflettere su altre tragedie e piangere altri morti, per riportare il calcio alla sua vera natura e cioè al divertimento e alla passione.

Classe 1987, laureato in lingue straniere e giornalista professionista dal 2013. Semi giocatore di basket, appassionato di calcio e di sport in generale.