M5S, Di Battista e Di Maio contro i giornali: “Basta gossip sulla Raggi”

M5S, Di Battista e Di Maio contro i giornali:

“Nessuno chiede ai giornali di chiudere gli occhi, semmai di aprirli di più”. Intervenendo ad Otto e Mezzo, Alessandro Di Battista chiarisce il rapporto del MoVimento 5 Stelle con la stampa, in questi giorni particolarmente tumultuoso. Proprio oggi 8 febbraio, Beppe Grillo ha pubblicato sul suo “Blog delle stelle” un post riguardante le “balle su Virginia Raggi”, relative ai fatti degli ultimi giorni, tutte raccolte da Luigi Di Maio e consegnate al presidente dell’Ordine dei giornalisti. Tale azione è contro una “casta” che si crede “intoccabile”, specifica Grillo, ma Di Battista chiarisce: “Non è una lista nera. Di Maio ha solamente presentato un foglio segnalando dichiarazioni, titoli e frasi che riteniamo diffamatorie”.

Come per esempio quelle relative alla faccenda della polizza assicurativa, intestata (con causale “motivi affettivi”) a Virginia Raggi dal funzionario comunale Salvatore Romeo, sei mesi prima che la sindaca venisse eletta. Sebbene l’indagine non sia conclusa, la magistratura non ha rilevato profili penali. “Non si può – ha detto il deputato grillino – associare al tema della corruzione questioni che i magistrati smentiscono. Prima si fanno i titoloni, il giorno dopo dei titoletti in cui si scrive che non c’è nulla di rilevante”.

L’elenco definito “diffamatorio” è trasversale e comprende Emiliano Fittipaldi, Alessandro Sallusti, Fiorenza Sarzanini ed altri come si può leggere ed ascoltare direttamente dal post su Facebook di Di Maio. La lista è stata stilata per evitare generalizzazioni, e Di Battista dal canto suo senza remore fa i nomi di editori quali “De Benedetti, Caltagirone, Berlusconi che usano poteri mediatici per salvaguardare i propri interessi”, ma non solo. La mira è puntata contro quel singolare “cocktail tra interessi di capitalismo finanziario” che troppo spesso nutre il Quarto potere, come “il 10% del Corriere della Sera che appartiene a Mediobanca ed il 4% ad una multinazionale cinese chimica”.

Quanto alle dimissioni – respinte “con riserva” – di Berdini, l’assessore all’urbanistica che ha definito la Sindaca “inadatta” e “circondata da una banda”, Di Maio replica: “Non me ne frega niente di quello che ha detto, mi interessa che si lavori con i cittadini”. Ma non si esauriscono qui i problemi che la Raggi dovrà affrontare: la Prima cittadina risulta infatti essere indagata per abuso d’ufficio, proprio in concorso con Romeo, per la nomina di quest’ultimo a capo della Segreteria politica del Campidoglio.

GUARDA L’INTERVENTO DI DI BATTISTA A OTTO E MEZZO