Mausoleo di Augusto a Roma: dal Restauro alla Visita Multimediale

La rinascita del mausoleo di Augusto, entro il 2019 la monumentale tomba dell’imperatore tornerà al suo antico splendore. Dopo il restauro si prevede l'introduzione della visita multimediale

Il mausoleo di Augusto finalmente tornerà ai fasti antichi ai quali era stato destinato. Tra due anni i lavori di ristrutturazione saranno terminati e uno dei più importanti monumenti dell’età antica riaprirà le porte al pubblico. Prevista anche una generale riqualificazione dell’area circostante; così il mausoleo si candida a competere con il Colosseo e Castel Sant’angelo.

Abbandono e incuria, il travaglio della tomba di Augusto

La sua storia ha inizio nel lontano 28 a.C.: Augusto pensa e vuole fortemente per sé un grande monumento funerario a futura memoria. Nei duemila anni successivi, però, il mausoleo è stato travolto e stravolto varie volte ed è stato usato per gli scopi più disparati: da fortezza a giostra, da residenza privata fino a teatro ed auditorium negli anni 30. Poi viene definitivamente abbandonato per più di settanta anni, nonostante le dimensioni imponenti di 87 metri di diametro e 45 metri di altezza, ne facciano il mausoleo a pianta circolare più grande dell’antichità.

Durante questo suo personale Medioevo, è diventato il simbolo di una città e di un paese che non solo non sono in grado di innovarsi e di stare al passo con gli altri Stati europei, ma neanche sanno rendere il giusto valore al loro millenario passato. Citato persino nel film holliwoodiano “Mangia, prega, ama” come simbolo di tutto ciò che decade e va in rovina, aveva forse raggiunto il punto più basso del suo degrado nell’agosto del 2014, proprio in occasione del bimillenario della morte Augusto: durante le visite guidate a numero chiuso il monumento e la conca che lo circonda si allagano per un guasto alla rete idrica.

Restaurazione del Mausoleo di Augusto finanziato dalla fondazione Tim

Per riportare il mausoleo di Augusto ai suoi antichi fasti, ci vuole l’intervento di un privato (come è stato per la restaurazione del Colosseo): si tratta in questo caso della Fondazione Tim, che nel ripristino dell’enorme monumento ha messo a disposizione 6 milioni di euro, di cui 4 milioni sono già stati investiti nella prima fase dei lavori partita il 31 ottobre dello scorso anno. I numeri sono impressionanti se si pensa che i metri quadri delle murature da restaurare sono circa tredicimila, mentre quelli da pavimentare e impermeabilizzare sono circa ottocento, ai quali vanno aggiunti tredicimila metri di ponteggi.

Nuove tecnologie e infrastrutture: come rinascerà il mausoleo

Proprio ieri è partita la seconda fase del progetto di restaurazione, annunciata e celebrata dalla sindaca Virginia Raggi e Giuseppe Recchi, presidente della Fondazione Tim. Nonostante l’operazione monumentale i tempi previsti per la fine dei lavori è prevista nell’aprile del 2019, quando finalmente cittadini e turisti potranno accedere al mausoleo, ormai chiuso da anni e aperto solo sporadicamente attraverso visite private.

La volontà è quella di riqualificare anche l’area circostante e di fornire ai visitatori un’esperienza unica, grazie all’introduzione di tecnologie all’avanguardia, pannelli sulle cancellate della recinzione con giochi di luce e musica, atti a raccontare la storia e la bellezza del monumento. La volontà è quella di rendere l’esperienza della riscoperta del mausoleo qualcosa di indimenticabile, almeno stando a quanto ha affermato proprio Recchi: “Realizzeremo una innovativa esperienza di visita multimediale”. Non resta da fare altro che aspettare, quindi, per veder finalmente risorgere uno dei monumenti più affascinanti di tutta l’epoca antica.