Attualità

Mostra fotografica online al FRaC di Baronissi: il programma

Il FRaC di Baronissi offre attraverso la sua pagina Facebook un'interessante mostra fotografica in questo periodo di isolamento.

Il museo FRaC di Baronissi, in provincia di Salerno, per testimoniare la vicinanza al suo numeroso pubblico, in questo periodo così difficile, ha deciso di dar vita ad una mostra fotografica on-line dal titolo “PUNTI DI AVVISTAMENTO”: Aspetti della fotografia salernitana in un ‘tempo’ sospeso.

La mostra propone gli scatti di 24 fotografi attivi a Salerno e in provincia e che, rispondendo alla necessità di un attento ‘distanziamento sociale’, hanno accolto di ritrovarsi, con il pubblico, in una nuova dimensione del FRaC che trascende dalla geolocalizzazione dei suoi spazi.

Il pubblico, comodamente seduto sul proprio divano di casa,  cliccando sulla pagina Facebook del Museo FRaC, potrà da giovedì 23 aprile, fino al 23 maggio visitare la mostra le fotografie, in bianco e nero, di Marilena Abate, Ciro Antinozzi, Giacomo Arguto, Pasquale 16116 Armenante, Pietro Avallone, Antonio Caporaso, Giuseppe Casaburi, Romeo Civilli, Enzo D’Antonio, Barbara Di Maio, Aldo Fiorillo, Gianni Grattacaso, Nicola Guarini Jacopo Naddeo, Gaetano Paraggio, Corradino Pellecchia, Pio Peruzzini, Francesco Rizzo, Enrico Salzano, Valentina Satriano, Antonio Scocozza, Franco Siano, Franco Sortini, Ugo Villani.

“Il FRaC Baronissi – scrive Gianfranco Valiante sindaco di Baronissi –, una struttura che da decenni si è fatta riconoscere in campo regionale e, con proiezioni sul piano nazionale, anche se ha chiuso i suoi ‘battenti’ fisici, non ha smesso il suo ruolo di ricerca e promozione degli artisti e delle situazioni vive nell’area provinciale e regionale. La mostra che oggi apre virtualmente i battenti, ricorrendo alle vie dell’etere, è dedicata ad aspetti della fotografia presente oggi nell’area salernitana. Non è un punto chiuso, bensì una prima indagine sul campo, che vede gli artisti invitati a riflettere sul tema di questo “tempo sospeso”. Il risultato è carico di entusiasmo sia perché le opere in mostra respirano l’aria dei giorni che viviamo, sia perché risponde alla ferrea volontà di continuare a tenere aperta, in senso virtuale, un laboratorio di idee, un presidio culturale”.

Il direttore del Museo il prof. Massimo Bignardi, nel presentare la mostra, rileva:  “Punti di Avvistamento non offre la completezza di quanto è stato di recente e di quanto è oggi la fotografia salernitana: è un primo approccio, tesse i primi fili di un ordito molto più complesso e certamente più diramato. Il titolo potrebbe dar adito a fraintesi, alla luce anche del richiamare un ‘tempo’ sospeso, cifra attualissima: esso trae la suggestione dalla teoria di torri costiere, erette in epoca vicereale che, dalle coste del basso Lazio e fino a quelle pugliesi e molisane, circumnavigando la parte bassa della penisola, segnano punti di connessione (collegamento), appunto di avvistamento. Insomma, luoghi dai quali scrutare la retta dell’orizzonte, in attesa di ciò che arriva o potrebbe arrivare dall’esterno, conservando (proteggendo), alle proprie spalle, il mondo noto delle terre protette (l’interno che è anche il nostro trascorso). Ho immaginato, parlando con gli artisti invitati, che la tendina della macchina fotografica, analogica o digitale, fosse il limen segnato dall’orizzonte; ho chiesto loro di spingere lo sguardo dal proprio punto di avvistamento, dunque dal proprio linguaggio e guardare, contestualmente, al di qua e al li là”

Il visitatore potrà, inoltre, sfogliare on-line il catalogo pubblicato da Gutenberg Edizioni. Con le fotografie raccolte e selezionate si vuole affermare il legittimo desiderio di normalità, osservando, interpretando e fermando con uno scatto la quotidianità alle prese con la diffusione del virus. Perché la fotografia è lo strumento migliore per favorire la connessione attraverso il nostro sguardo e la nostra creatività.

Antonio Caporaso

Antonio Caporaso è nato a Salerno, vive a Portici. Laureato in Giurisprudenza, è fotoreporter dal 1990. Insieme con Jacopo Naddeo, dal 2016 ha costituito un laboratorio per le arti fotografiche in Pellezzano (Sa). Ha partecipato a numerose mostre e concorsi fotografici. Scrive libri e collabora con alcune riviste e case editrici nazionali.
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