Prisoner 709: nuovo singolo di Caparezza che da il titolo all’album (Video)

Esce oggi il primo singolo del sesto lavoro dell’artista molfettese.

Caparezza è tornato. A tre anni di distanza dal trionfale “Museica”, il rapper pugliese è tornato con un nuovo disco che verrà pubblicato venerdì 15 settembre. Dopo aver anticipato, tempo fa, titolo e track – list del nuovo disco ad una settimana dalla sua uscita ha deciso di sorprendere tutti e pubblicare il primo singolo del disco con annesso video.

”Prisoner 709”: il video

Prisoner 709” è il titolo che da il nome sia al singolo sia all’album. Come tutte le produzioni del cantautore, rapper e produttore pugliese nulla viene lasciato al caso, caparezza, infatti, si rivela artista a 360 gradi geniale e sorprendente come dimostra lo stesso video della canzone: “ambientato in un carcere dove i prigionieri sono accusati di “delitti musicali”, per aver suonato metal, rap o reggae. Caparezza è “colpevole invece di tutto” e scrive un nuovo pezzo che mette in chiaro quale sia la sua idea della musica, ovviamente lontana dall’importanza dei numeri e dei premi”. La canzone svela anche l’impronta rock con la quale è stato realizzato il disco.

PRISONER 709: breve descrizione disco

Prisoner 709” ha tutta l’aria d’essere l’ennesimo concept album partorito dall’estro creativo dell’artista molfettese. Il nuovo disco sarà composito di 16 tracce inedite e vanterà diverse illustri collaborazioni come quelle di Max Gazzè, John De Leo (ex Quintorigo) e quella con il rapper Darryl McDaniels, alias DMC. Registrato tra Los Angeles e Molfetta con la collaborazione del guru americano Chris Lord-Alge, il disco uscirà il 15 settembre, poco prima dell’inizio del suo prossimo tour invernale, che lo porterà a suonare nei palazzetti di tutto il paese. Ecco l’elenco completo delle canzoni contenute nell’album:

Prosopagnosia (capitolo: il reato) feat. John De Leo
Prisoner 709 (capitolo: la pena)
La caduta di Atlante (capitolo:  il peso)
Forever Jung (capitolo: lo psicologo) feat. DMC
Confusianesimo (capitolo: il conforto)
Il testo che avrei voluto scrivere (capitolo: la lettera)
Una chiave (capitolo: il colloquio)
Ti fa stare bene (capitolo: l’ora d’aria)
Migliora la tua memoria con un click (capitolo: il flashback)  feat. Max Gazzé
Larsen (capitolo: la tortura)
Sogno di potere (capitolo: la rivolta)
L’uomo che premette (capitolo: la guardia)
Minimoog (capitolo: l’infermeria) feat. John De Leo
L’infinto (capitolo: la finestra)
Autoipnotica (capitolo: l’evasione)
Prosopagno sia! (capitolo: la latitanza)

PRISONER 709: il testo del singolo

Andiamo invece a scoprire il testo integrale del singolo Prisoner 709  che da il titolo all’intero nuovo album di Caparezza in uscita il prossimo 15 settembre.

Nel buio di una galera dalle barre chiuse
non immaginiamo la catena ma le piume.
Passano le guardie tra file di facce mute,
ci mordiamo lingue come capesante crude.
Scordati qui, sullo scaffale di un porta CD, che delusione,
la casa di reclusione, pressati fino alla nausea, alla repulsione,
chiamami “Opera” che mi danno la prigione, niente premio Nobel,
segui la mia traccia, feromone, 709.
Io sono il disco non chi lo canta, sto in una gabbia e mi avvilisco,
il futuro sopprime colui che negli occhi lo guarda, è un basilisco.
Qua tutto cambia, prima tra i santi dopo sei l’anticristo,
ho un buco in pancia, qua non si mangia, neanche gli avanzi, visto?
Prigioniero come fu mio padre nel braccio del 1210,
33 giri nell’atrio, viaggi psicotici, sfregi.
Portava un solco dentro che io non avrò mai,
ho solo un numero sul petto: 709!

Seven (seven o nine), o nine (quiete non hai)
Seven (seven o nine), o nine (quiete non hai)
dal fine dell’hi-fi alla fine pena mai.
Seven (seven o nine), o nine (quiete non hai).

Sulla targhetta l’agente legge la cifra: “709”
Il contatore o la muerte! É legge della cifra.
Oggi che la rete è l’unica, io giro con amo e lenza
ma la gente ascolta la musica, non ascolta la coerenza
e sono mariuolo avido tra tanti ladri d’oro platino e diamanti,
io mi immolo perché ho davanti il mio ruolo che mi inchioda, rabbi,
e non sono più di moda, Calvin, sul mio conto slogan blandi,
chiudi un occhio quindi gioca a dardi con il mio di volto non di Giovanardi.
Io copia fisica, in custodia cautelare rigida o digipack.
Chi mi vuole far visita, digita. Ho meno spazio che in una classifica minicar.
Sulle mie note qualcuno ci sniffa strisce di chimica.
Musica pericolosa per finta: strisce di Kriminal.
Ho un titolo di studio stampato su copertina
ma non mi prende nessuno qua non è più come prima.
Cerco me stesso quindi un supporto che ormai nessuno può darmi,
puoi contarci, 709!

Seven (seven o nine), o nine (quiete non hai)
Seven (seven o nine), o nine (quiete non hai)
dal fine dell’hi-fi alla fine pena mai.
Seven (seven o nine), o nine (quiete non hai).

Dal fine dell’hi-fi alla fine pena mai,
hai la fine penna e il mic quindi fila, impenna, vai!
E allora sto tra detenuti non da me temuti,
voglia di elevare i contenuti, scale che non si permette Muti,
Prevedo futuro, Baba Vanga.
Decedo sicuro, pala, vanga.
Porto nelle vene tanta rabbia.
Non so contenere la valanga.

Seven (seven o nine), o nine (quiete non hai)
Seven (seven o nine), o nine (quiete non hai)
dal fine dell’hi-fi alla fine pena mai.
Seven (seven o nine), o nine (quiete non hai).

Storico-critico musicale, laureato al D.a.m.s. e in possesso di un Master in “Manager della gestione e organizzazione di eventi culturali e artistici”. Grande appassionato di musica, libri e cinema, con una particolare predisposizione al viaggio.