Referendum, vince il No: Euro e Mercati negativi dopo le dimissioni di Renzi

La situazione dei mercati, dei titoli bancari e dell’euro a poche ore dalle elezioni referendarie

Nei mesi precedenti al Referendum Costituzionale, analisti e banche d’affari avevano cercato di mettere in guardia i mercati da un possibile impatto negativo della vittoria del “NO”. Secondo Vontobel l’instabilità politica avrebbe ostacolato le capacità della Nazione di riformarsi e di aumentare la crescita tendenziale, requisiti indispensabili per il sostegno del debito sovrano. Andiamo perciò ad analizzare qual è la situazione presente sui mercati a meno di 24 ore dalla elezioni referendarie. 

Questa mattina, dopo aver aperto in rosso del 2%, Piazza Affari è risalita all’ 1,4%, dopo l’apertura delle contrattazioni di listino. Una situazione di squilibrio è quella invece riportata dalle banche, prima fra tutti Unicredit, mentre il Monte dei Paschi di Siena sembra riprendersi piano piano da un forte calo iniziale.

Per quanto paradossale possa sembrare l’esito delle elezioni referendarie avrebbe avuto un impatto più forte in Asia che in Europa. Durante la notte italiana infatti Tokyo e Shanghai hanno chiuso la seduta in rosso, subito dopo l’esito del Referendum, mentre le borse europee restano in positivo.

L’euro resta debole, dopo il crollo subito nella notte, che lo aveva portato al di sotto della quota di 1,06 dollari. Anche il rendimento del BTP ( buono del tesoro poliennale) ha subito un calo, passando dai 2 della chiusura di venerdì ad 1,9. Allo stesso tempo però lo spread tra i titoli di Stato decennali italiani e quelli tedeschi è arrivato a 173 punti, dopo l’apertura a 160.

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Dopo la maturità classica, si trasferisce all'estero per coltivare una delle sue passioni : la conoscenza e lo studio delle lingue e della cultura straniera. Amante delle Arti in qualsiasi forma, le piace dedicare del tempo alla lettura e soprattutto alla scrittura.