Rita Pavone: 70 anni tra celebrazioni, ricordi e rimpianti

Rita Pavone: 70 anni tra celebrazioni, ricordi e rimpianti

Da un mese ha compiuto 70 anni la protagonista di tanti “musicarelli” che hanno caratterizzato gli anni 60, ricordata non solo per questi ma anche per il suo ruolo di Gianburrasca, lo storico sceneggiato televisivo andato in onda su Rai1, all’epoca Programma Nazionale, tra il dicembre 1964 e il gennaio 1965, ha deciso di raccontarsi non solo in un libro dal titolo Tutti pazzi per Rita, ma anche in due interviste: la prima al quotidiano Il Giornale e la seconda da Bruno Vespa nel programma Porta a porta, con una puntata a lei dedicata.

La Pavone coglie l’occasione per parlare di se, dei suoi successi, dei suoi ricordi e dei suoi rimpianti; una carriera partita quando era ancora una ragazzina di 17 anni che ha improntato gli anni 60, non soltanto con le sue celebri canzoni, ma anche per essere stata un’icona femminile rivoluzionaria per l’epoca tanto da mettere in crisi i valori dell’Italia per via della sua relazione con Teddy Reno, di vent’anni più grande di lei e già padre, storia che dura felicemente da 48 anni.

Una carriera scoppiettante tanto da vendere milioni e milioni di copie in tutto in mondo, incidendo in sette lingue diverse, tanto da essere una delle tre italiane insieme a Gigliola Cinquetti Ivana Spagna ad essere entrata in classifica in Gran Bretagna, e nonostante il declino in Italia iniziato col finire degli anni 60, ma la sua carriera ha continuato a brillare all’estero.

Però c’è un rimpianto che ha segnato non solo la carriera ma anche la vita di Rita Pavone, ed è la mancata svolta americana, lei racconta di aver avuto l’opportunità di andare negli Stati Uniti e costruire la carriera li, ma all’epoca era minorenne e come dice lei stessa nell’intervista a Il Giornale: 

«I discografici mi avevano chiesto di restare. Volevano investire su di me e avevano capito che avrei potuto rappresentare una figura di popstar che negli anni Sessanta era totalmente nuova e imprevedibile. Ma non me la sono sentita. Ero minorenne. Mio padre aveva un’altra storia d’amore e mia mamma era disorientata, sofferente, smarrita. Io la capisco, oggi. Ma senza dubbio la mia famiglia allora ha giocato sulla mia pelle».

Una carriera andata diversamente ma che comunque ha dato grandi soddisfazioni, oltre che a storici successi, che ha visto la sua fine nel 2006, per poi trasformarsi in una pausa quando nel 2013 annunciò a sorpresa il suo ritornò alla musica dopo 24 anni dall’ultimo album in studio pubblicando il suo nuovo doppio album dal titolo Masters, per poi tornare in questi ultimi anni alla ribalta come solo lei ci ha abituato.