Sacra Sindone, Ultime Scoperte: ha avvolto uomo torturato e crocifisso

Le ultime scoperte relative alla Sacra Sindone rivelano tracce di uomo torturato e crocifisso.

Nuove luci si accendono sulla Sacra Sindone, ovvero quel telo che secondo i vangeli ha avvolto il corpo di Gesù subito dopo essere stato deposto dalla croce. Il risultato dell’ultimo studio effettuato sul sacro lino ha portato alla scoperta di un elemento prodotto della reazione di degradazione della creatina nei muscoli, ovvero la Creatinina. Il seguente studio è stato condotto da quattro scienziati italiani ovvero: Elvio Carlino, Liberato De Caro, Cinzia Zannini, Giulio Fanti.

Lo studio della Sacra Sindone

Lo studio parte nel 2015 quando a seguito di una collaborazione tra l’Istituto Officina dei materiali di Trieste, l’Istituto di Cristallografia di Bari e dipartimento di Ingegneria industriale dell’Università di Padova, dove in quest’ultimo insegna il Prof. Giulio Fanti. Sulla Sindone come sappiamo sono stati effettuati studi e test scientifici di vario genere, questa volta gli scienziati hanno effettuato degli studi ottici e prevalentemente spettrometrici. È stata scoperta una notevole quantità di particelle di ferridrato, che sono tipiche della ferritina, e anche elementi organici fino ad ora non riscontrati, in quanto non visibili con il microscopio ottico.

L’uomo della Sindone è stato veramente crocifisso

Secondo il Prof. Giulio Fanti l’uomo che ha avvolto la Sindone è stato barbaramente torturato (si contano più di 370 ferite), coronato di spine ed è morto in croce. Dal canto suo invece, il Prof. Carlino conferma il fatto che stando a quanto riscontrato nel telo (ovvero tracce di creatinina fuori dalle macchie di sangue), i reni dell’uomo della Sindone hanno sofferto. Probabilmente questo problema legato ai reni è dovuto alla posizione nella quale era posto il corpo dell’uomo in croce e tale scoperta è anche avvalorata e documentata da una vasta letteratura medica, la quale riporta una serie di casi di uomini morti con lo stesso trauma.

Lo studio di questo team di scienziati italiani è stato pubblicato sul giornale scientifico PLOSone, il quale così riporta: “Abbiamo eseguito esperimenti di microscopia a trasmissione elettronica di trasmissione e di microscopia a raggi X a grandangolo studiando per la prima volta le proprietà della nanoscala di una fibra incontaminata prelevata dalla Sindone di Torino. Abbiamo trovato prove di nanoparticelle biologiche di creatinina limitate a piccole nanoparticelle di ossido di ferro. Il tipo, la dimensione e la distribuzione delle nanoparticelle di ossido di ferro non possono essere coloranti per la pittura ma sono ferriidrati nuclei di ferritina. Il legame costante della ferrite ferro alla creatinina si verifica nell’organismo umano in caso di polytrauma grave. I nostri risultati evidenziano che al nanoscale è stato registrato uno scenario di violenza nel tessuto funebre e suggerisce una spiegazione per alcuni risultati contraddittori finora pubblicati”.

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Laureando in Scienze Religiose, appassionato di tutto ciò che riguarda la storia, in particolare quella della Chiesa e anche di giornalismo. Sognatore e visionario, speaker radiofonico e amante dell'arte in generale. Il mio sogno ? Diventare vaticanista!