Spalletti contro Totti: l’intervista dopo Milan-Roma (Video)

Niente addio a San Siro per Totti e Spalletti sbotta: "Se potessi tornare indietro non allenerei la Roma"

Luci a San Siro e si va in scena con Milan-Roma. La partita si conclude con una schiacciante vittoria dei giallorossi, che rifilano 4 gol alla squadra di casa chiudendo il posticipo della domenica di Serie A con il risultato di 1-4. Ma a tenere banco sugli spalti del Meazza è l‘intervista a Spalletti, protagonista delle sue parole ovviamente il capitano della Roma, “Er Pupone” Francesco Totti, o meglio il suo non ingresso in campo. Le luci a San Siro questa sera non erano per lui, niente addio alla Scala del Calcio, niente standing ovation, niente applausi. Al termine del match solo fischi del pubblico, ma non per la pessima prestazione del Milan (o forse in parte), i fischi sono per Spalletti e arrivano dal settore ospiti e non solo.

A 10 minuti dalla fine con il risultato già praticamente scritto in favore della squadra ospite dal terzo anello verde, settore di San Siro che ospita i tifosi della squadra ospite del Diavolo, hanno iniziato a levarsi cori che inneggiavano l’ingresso in campo del capitano “Totti Gol Totti Gol Totti Gol” e dall’altra parte, la Curva Sud applaudiva il coro dopo aver esposto lo striscione “La sud rende omaggio al rivale Francesco Totti”. Ma Mister Spalletti invece di far entrare il numero 10, sostituisce Dzeko con Bruno Peres.

E’ rottura, al termine della partita i fischi inondano Spalletti che ai giornalisti che lo incalzano risponde: “Se tornassi indietro non verrei mai ad allenare la Roma. Quando lo metto negli ultimi 5 minuti dite che lo prendo per il c… Mettiamoci d’accordo. È il discorso che ho fatto da quando sono venuto: non datemi la gestione della storia di Totti, ma del calciatore. A Palermo non l’ho fatto entrare perché aveva il mal di schiena e ha telefonato a Chivu, a Bergomi…: c’è qualcosa che non torna” A questo punto Luciano Spalletti non risparmia nemmeno il club: “Quando sono arrivato a Roma ho chiesto subito al presidente e agli altri di fare chiarezza con lui e invece siamo ancora qui: evidentemente non sono stato in grado di farmi capire bene…”

Spalletti sbotta ma la polemica non si placa. Del resto non può placarsi quando in ballo c’è la fine di una carriera e non di un calciatore qualunque. Un giocatore come Totti resta l’essenza del calcio italiano e l’anima della Roma. Un giocatore che ha rinunciato a grandi club, che ha rinunciato a vincere Champions, scudetti e trofei di ogni genere per amore della maglia giallorossa quando le sue qualità gli avrebbero permesso di giocare tra le stelle, perché Francesco Totti è una stella del nostro calcio, passato e presente.

A Roma Totti è per tutti l’ottavo Re, ha vestito quella maglia da sempre e ci sono tifosi che lo hanno visto in campo da quando hanno iniziato a seguire la Roma o il calcio in generale. Totti è un simbolo per il calcio, è un simbolo per una città e non solo per la sua squadra, era forse giusto essere chiari come ha detto Mister Spalletti, ma anche portare rispetto a chi ha dato così tanto su quel campo e alla storia della Roma. Polemiche o no, Francesco Totti meritava un degno saluto alla Serie A e ad uno stadio, San Siro, che lo ha visto fare cose incredibili con quei piedi fatati.

Dottoressa in Giurisprudenza con specializzazione in diritto penale, Avvocato praticante e (ormai) ex pallavolista. Sto ancora studiando per realizzare il mio sogno di diventare un Magistrato,ma la grande passione della mia vita è sempre stata il calcio,l'unico vero amore il mio Milan. Cresciuta a pane volley e partite di pallone,sono passata dal divertire i miei amici con i miei commenti calcistici sui social a scrivere per davvero di calcio e volley, e non c'è niente di più gratificante che scrivere di ciò che ami!