Zanze XVI: mangiare a Venezia senza Smartphone

Il racconto di una coppia d'amici in un ristorante diventa il "diario di viaggio" per chiunque voglia affrontare un pasto d'altri tempi a Venezia. Due i punti di vista in un colpo solo: un'italiana e un'irlandese ci parlano del nostro buon cibo attraverso due modi diversi di guardare.

I protagonisti sono due amici di vecchia data. Lei è un’italiana verace, pugliese DOC. Lui è suo marito,  vivace (e prestante!) rampollo di una casata irlandese che risale niente meno che al periodo dei valorosi Celti. Lei è impegnata in una casa d’aste del Regno Unito, come me una visionaria sognatrice del campo artistico. Lui è più inquadrato, intellettuale; un funzionario di banca. Entrambi vivono a Londra e hanno affidato alla mia “penna” la superba esperienza di una settimana vacanziera nella splendida Venezia, in particolare quella all’interno della “Zanze XVI“, un’osteria veneziana che ha la particolarità di suggerirti di “lasciare lo smartphone all’ingresso” per goderti a pieno l’esperienza.

I diversi fiori all’occhiello

Grazie a questa veloce chiacchierata su Skype, dopo il loro rientro – e spulciando qua e là alla ricerca di alcuni dettagli – scopro che lo Chef è niente meno che lo stellato Nicola Dinato. Dinato è un giovane chef di Castelfranco Veneto, conosciuto da critici gastronomici e cultori del buon cibo per aver ottenuto una stella Michelin per il ristorante Feva, gestito con sua moglie Elodie Dubuisson. Ha viaggiato davvero per il mondo, ha saggiato mille sapori imparando dai grandi. E ovviamente ha lavorato, alacremente nei migliori ristoranti in giro per l’Europa e oltreoceano, questo per farsi una cultura e un nome (chapeau a Dinato!); per intenderci era nel “dietro le quinte” del Gavroche di Michel Roux Jr a Londra, Le Louis XV di Alain Ducasse a Montecarlo, El Bulli di Ferran Adria a Roses e Alinea di Grant Achatz a Chicago.

Alcune immagini dal Portale Ufficiale dell’Osteria

Quindi, per farla breve il buon cibo è assicurato! La tentazione maggiore al Zanze XVI saranno i carboidrati eccelsi, parola di P. (chiameremo così il mio amico) che, pur ormai abituato alla gustosa cucina di E. (la mia verace pugliese!) conferma l’abilità culinaria e creativa di chi ha elaborato i piatti assaggiati. Non vi forniremo un menù dettagliato perché
la sorpresa risiede proprio nel raggiungere lo Zanze XVI e provare di persona… con lo smartphone lasciato in reception avrete l’incentivo di un cocktail offerto dalla casa.

Le emozioni che passano dal piatto a casa in un click 

Un meraviglioso scatto che potrete apprezzare sul Portale dello Zanze XVI

Dunque niente tentazioni durante la consumazione della vostra romantica cenetta a due, nessuna mail lavorativa da dover leggere fra un bicchiere di buon vino e un goloso dessert. Niente Facebook, Twitter & Co. Non vi ritroverete a fotografare il piatto in primis; così, eviterete di perdervi l’evocativa esperienza che passa prima dagli occhi e poi dal gusto. Con immensa gioia di E.,  infatti amante della fotografia sotto ogni punto di vista (non manca mai nei suoi viaggi l’amata Reflex, con lei anche il giorno del parto) qualcuno penserà ad immortalare il momento per voi.

La foto del piatto che i clienti assaporano qui allo Zanze XVI viene infatti inviata – in alta definizione e scattata da un professionista -all’indirizzo di posta elettronica. Un bel regalo per gli avventori del locale, che potranno così condividerla sul proprio profilo Facebook & Co.

L’epilogo di una vacanza all’italiana 

“Intervistando” brevemente i miei amici è proprio E. a raccontarmi: “Non ho avuto l’impulso, per la prima volta di condividerla appena l’ho vista. Anzi, ho detto a P. che presto provvederò a farla stampare, con tanto di didascalia del locale, per il mio studio a casa. Si lo so, sembra bizzarro sistemare alla parete un bel piatto rifinito, ma per me è come la foto fatta con mio marito e i miei figli dietro un bel panorama: evocherà sempre il nostro soggiorno a Venezia“.

Sorride divertita su Skype mentre si prepara per andare a lavoro. E, con una Vera Wang fra le mani (un tacco vertiginoso che solo lei, donna d’affari sa portare) conclude “Ricorderemo sempre questa cena per l’ambiente rilassato e caldo, avvolgente. Avrò modo di sentire nuovamente il profumo dell’Italia semplicemente contemplando quel piatto“.

Forse a voi sembrerà un’assurdità ma, con qualche accenno di P. scopriamo quanto sia stato fondamentale, per entrambi restare “disconnessi” dal mondo per tutta la cena. Senz’altro lo chef Dinato e il suo direttore generale, Nicola Possagnolo avevano in mente proprio questo obiettivo, quando hanno deciso di metter su lo Zanze XVI; ovvero fornire un’esperienza gastronomica unica, senza distrazioni da portare nel tempo con sé.

Per E. sarà senz’altro stato così: la vedo fuggir via, inghiottita dai mille impegni quotidiani mentre in un sorriso afferra chiavi, bambini e zaini pronta per una nuova giornata. Nella malinconia della sua frase capisco solo ora quanta importanza abbia avuto immortalare nella memoria, più che a mezzo foto, il viaggio stesso. Torneranno in Italia solo fra sei mesi, per Natale.

Laureata in Belle Arti, Dipartimento di Arti Visive ha scelto di fare della Decorazione Artistica, in ogni forma la sua vita. Pugliese di nascita, spezzina d’adozione ha sempre un nuovo libro con sé; ama i viaggi, la fotografia, il buon cibo e predilige i film storici. Freelance Editor per Newsly.it e NailsArt.it scrive per dare voce alle idee, per lasciare che si concretizzino e possano dare nuova forma e sostanza al mondo che la circonda.