Attentato Istanbul: Vittime italiane Aeroporto

A circa dodici ore dalla strage di Istanbul, attentato all’aeroporto di Ataturk in cui sono rimaste ferite 239 e 41 morti, la città non si perde d’animo e incomincia a reagire. Durante l’attentato di Bruxelles, le forze politiche hanno impiegato circa una settimana per permettere la riapertura dell’aeroporto per i voli internazionali, oggi invece la Turchia si rialza e lo scalo di Ataturk è già operativo. Dopo le prime ore di panico e di paura, la polizia ha infine arrestato una donna, che potrebbe essere il settimo membro del gruppo degli attentatori, e nel frattempo, sono incominciate le verifiche da parte dell’Unità di crisi della Farnesina sulla possibilità di vittime italiane tra i 41 cittadini deceduti ieri sera.

La situazione è precipitata quando alcuni passanti si sono accorti che uomini vestiti di nero impugnavano delle armi. Tutto è accaduto molto velocemente; qualcuno più reattivo si è nascosto, qualcun altro è rimasto pietrificato e tanti bambini sono scoppiati a piangere quando si sono sentiti diversi spari al piano terra, vicino la zona delle scale mobili nella sala delle partenze internazionali. Si è sentita un’esplosione e poi altri spari hanno raggiunto alcuni poliziotti.

Questa è stata più o meno la dinamica dell’attentato che sembra rientrare nel modus operandi dei terroristi islamici piuttosto che ai gruppi militanti autori di recenti attacchi in Turchia. Sono stati cancellati circa 340 voli, mentre gli aerei che erano in pista sono decollati subito e i turisti che dovevano partite sono stati allontanati dalla zona dell’attentato immediatamente evacuata. Oggi continua il conto delle vittime ma tutto sembra essere tornato alla normalità per dimostrare che il paese sa gestire queste situazione.

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Laureanda in Letterature Moderne Comparate per il Corso di Laurea in Filologia Moderna, ho diversi anni di esperienza presso testate giornalistiche online, blog culturali e magazine. Mi occupo di serie tv, cinema, letteratura e credo che la cultura l'unica strada che ci può rendere migliori. Ho scelto la scrittura come forma d'arte per cambiare il mondo