Berlusconi lascia il Milan: 29 Trofei in 31 anni di presidenza

Berlusconi lascia il Milan dopo aver conquistato in 31 anni di presidenza 29 trofei

Silvio Berlusconi morto: ma è una bufala

Silvio Berlusconi non è più il presidente del Milan. In mattinata, presso lo studio legale “Gianni Origoni Grippo Cappelli e Partners” in Piazza Belgioioso, è giunto il bonifico bancario con cui il gruppo cinese Rossoneri Sport Lux ha acquisito il Milan. Il comunicato ufficiale di Fininvest ha messo il punto a una delle storie più belle e romantiche del calcio italiano.

L’ex premier lascia dopo 31 anni il suo più grande amore ultimando una gestione nella quale ha conseguito 29 trofei, che lo hanno reso insieme a Santiago Bernabeu il patron più vincente della storia del calcio. Sotto la sua gestione i rossoneri sono stati 8 volte campioni d’Italia, 5 volte campioni d’Europa e 3 volte campioni del mondo.

BERLUSCONI PORTA IL MILAN SUL TETTO DEL MONDO

Quando il 20 febbraio del 1986 Silvio e il fratello Paolo acquistarono per 6 miliardi di lire un club sull’orlo del fallimento erano ignari che stavano avviando una delle favole più belle di sempre. La cotta Sacchi dopo la sconfitta in casa con il Parma, gli olandesi e la consacrazione del 1988 quando  Van Basten, Gullit e Rijkaard gli regalano la sua prima Coppa dei Campioni sono le tappe principali degli anni d’oro di Via Turati. Berlusconi è stato un presidente a tutto campo vantandosi fino ad oggi di dettare la formazione ai suoi allenatori.

Ha utilizzato il Milan come arma di consenso con cui il suo governo ha ottenuto una duplice legislatura segnando il record di longevità nella storia della Repubblica italiana. Nel giro di 31 anni il Milan di Berlusconi riesce a imporsi in Italia, in Europa e nel mondo conquistando otto Scudetti, una Coppa Italia, sette Supercoppe Italiane, e Champions League, 5 Supercoppe Europee e tre Mondiali per Club per un totale di 29 trofei.

GLI ULTIMI ANNI DELL’ERA BERLUSCONI

Nel novembre 2011 Silvio Berlusconi si è recato da Napolitano al Quirinale per dimettersi da presidente del Consiglio concludendo il suo quarto governo e avviando un declino che si è riflesso tanto in politica quanto nello sport. A Milanello dopo Allegri si sono alternati Tassotti, Seedorf, Inzaghi, Mihajlovic, Brocchi e l’attuale tecnico Vincenzo Montella ma non ancora si è rivista quella voglia di vincere che aveva contraddistinto per anni il Milan.

LA CESSIONE DEL MILAN AI CINESI

Domani i riflettori saranno puntati su Yonghong Li che farà un discorso introduttivo in lingua cinese per materializzare quanto avvenuto stamane in piazza Belgioioso e porre fine ad una telenovella cominciata da una confidenza del 2015 di Silvio a Xi Jinping.

Nato nel 1990 a Napoli sono laureato in Gestione dei Media e lavoro nel settore radiotelevisivo. I miei principali interessi sono Calcio, Televisione e Viaggi ma amo cogliere le notizie ed esternarle.