Cannabis, si torna indietro: è reato la coltivazione per uso personale

Legalizzazione della Cannabis in Italia: progetto di legge bipartisan

È un tira e molla che non conosce soluzione di continuità quello legato alla cannabis e alla coltivazione per uso personale.
Nelle ultime ore la Corte Costituzionale si è espressa nel merito, stabilendo che resta un reato la coltivazione per uso personale, dichiarando così non fondata la questione di legittimità costituzionale sollevata dalla Corte di Appello di Brescia con riferimento al trattamento sanzionatorio della coltivazione di piante di cannabis per uso personale.
Nello spiegare questa decisione, la Corte Costituzionale ha precisato che la decisione si riferisce all’articolo 75 del testo unico in materia di stupefacenti, sulla scia di quanto la Corte stessa aveva già stabilito con precedenti pronunce.
La sentenza fa seguito come detto ad una serie di decisioni contraddittorie che si sono susseguite negli ultimi mesi; tempo fa, ad esempio, un cittadino accusato di aver coltivato due piantine di cannabis per uso personale era stato assolto dalla sesta sezione penale.
Un’incertezza che va avanti da tempo, e che nasce dalla bocciatura della legge Fini Giovanardi, dichiarata incostituzionale nel 2014 dalla Consulta. La Fini Giovanardi, ovvero la legge n.49 del 2006, era stata la norma di riferimento in materia di sostanze stupefacenti e relative sanzioni.
A seguito di quella bocciatura si è assistito ad un’altalena di interpretazioni spesso contrastanti tra di loro.
Attualmente ad esempio ci si ritrova nella situazione paradossale in cui la coltivazione viene giudicata come reato, mentre al contempo la vendita di semi di cannabis su negozi online come il seguente è assolutamente regolare.
Un ginepraio nel quale appare difficile districarsi e la cui soluzione potrebbe essere soltanto quella di arrivare, finalmente, ad una normativa nazionale chiara e definitiva onde evitare interpretazioni contrastanti.
Una soluzione di questo tipo potrebbe non essere nemmeno troppo lontana, considerando che nello scorso ottobre 2015 una proposta di legalizzazione è approdata alla Camera presentata dall’Intergruppo parlamentare per la cannabis legale, e che da allora si è in attesa di risvolti.
Sentenze come quella emessa nelle ultime ore dimostrano come sia necessario arrivare in fretta ad una normativa definitiva onde evitare conflitti su un tema così sentito.