Cesare Battisti in libertà provvisoria, è questa la decisione di un giudice.

Un giudice brasiliano concede la libertà provvisoria a Cesare Battisti.

Il giudice J. M. Lunardelli, del Tribunale federale regionale, oggi 7 ottobre 2017, ha concesso la libertà provvisoria a Cesare Battisti, accogliendo la richiesta avanzata dagli avvocati dell’ex terrorista. Battisti tornerà già oggi nella sua casa di San Paolo, dove risiede insieme alla moglie e il figlio.

Lo stesso giudice ha concesso la libertà provvisoria subordinandola all’obbligo di firma. Ha imposto infatti a Cesare Battisti l’onere di presentarsi mensilmente in commissariato per dimostrare, tramite firma, la sua effettiva presenza nel distretto di San Paolo, luogo in cui risiede.

 

L’Italia spera adesso di poter avviare le procedure legali previste per l’estradizione di Cesare Battisti, definito da Pietro Forno “un professionista della fuga, una persona che ha una laurea honoris causa in fuga”, latitante da 36 anni e condannato a 4 ergastoli. Tuttavia la condizione posta dal governo di Brasilia è che in Italia Battisti non sconti l’ergastolo, ma la massima pena prevista in Brasile, che corrisponde a 30 anni di carcere.

La difesa, spaventata dalla sempre più concreta e vicina possibilità di estradizione, ha avanzato una richiesta alla Corte suprema, richiesta che ha ad oggetto l’analisi, nel minor tempo possibile, della richiesta di “habeas corpus” presentata già lo scorso 27 settembre con conseguente immediato rilascio di Battisti. Il giudice, accogliendo quanto chiesto dalla difesa ha deciso per la libertà provvisoria.

Il governo italiano.

Andrea Orlando, ministro della Giustizia, ha assicurato che l’Italia è pronta a compiere nuovi passi per l’estradizione dell’ex terrorista.  Angelino Alfano, insieme all’ambasciatore Bernardini, dai mesi scorsi ha continuato il lavoro avviato con le autorità brasiliane per riportare Battisti in Italia. Le parole del ministro degli Esteri: “L’Italia è fortemente determinata a far sì che Battisti sconti la pena, e la sconti nel nostro paese. E’ questo un modo per restituire, almeno in parte, quanto è stato tolto al nostro paese e ai familiari delle vittime”.