Classifica Libertà di Stampa 2017, l’Italia sale al 52° posto

L'Italia scala la classifica sulla libertà di stampa: guadagnate 25 posizioni, si porta al 52° posto

L’Italia è al 52-esimo posto nella classifica mondiale per la libertà di stampa secondo i dati stilati nel report annuale di Reporters sans Frontieres, l’organizzazione internazionale per la libertà di informazione. Un grande balzo in avanti per l’Italia, che passa dal 77esimo posto nel 2016 al 52esimo posto nel 2017, scalando dunque 25 posizioni in classifica.
Ultima assoluta, come negli ultimi anni, la Corea del Nord, preceduta da Turkmenistan ed Eritrea. In testa alla classifica, come di consueto troviamo i Paesi del Nord Europa, ma la Finlandia cede il primo posto, che deteneva da 6 anni, alla Norvegia.

Nonostante il balzo in avanti in classifica dell’Italia nel report sulla libertà di stampa, restano delle forti criticità. Si legge nel rapporto: permangono «intimidazioni verbali o fisiche, provocazioni e minacce», ma anche «pressioni di gruppi mafiosi e organizzazioni criminali».
A sorpresa tra i i problemi che vengono citati nel rapporto anche l’effetto di «responsabili politici come Beppe Grillo che non esitano a comunicare pubblicamente l’identità dei giornalisti che danno loro fastidio».

Libertà di Stampa: come leggere la mappa

Se osservate la mappa in alto vedrete la situazione della libertà di stampa in tutti i Paesi del mondo analizzata da Reporters Sans Frontieres (RSF), l’organizzazione con base in Francia che vigila sullo stato dell’informazione. La legenda è molto chiara e si basa sui colori: i Paesi colorati in nero indicano una situazione molto grave e sono principalmente la Cina e tutti i Paesi del Medio Oriente dove c’è la penetrazione del Califfato dell’Isis.

Il colore rosso indica, invece, una situazione difficile e comprende quasi tutti i Paesi dell’Africa, quelli del centro America , ma anche democrazie non propriamente in stile occidentale come Russia, India, Turchia. Con il colore arancione sono rappresentati quei Paesi che hanno problemi sensibili, tra i quali c’è l’Italia, quasi tutti i Paesi del Sud America e buona parte dei Paesi dell’Est Europa. Situazione «piuttosto buona» per i Paesi colorati in giallo e situazione «buona» per quelli in bianco, che sono davvero una piccola percentuale sulla mappa di RSF.