Attualità

Giornata Internazionale della Felicità: data e significato

Secondo una risoluzione Onu del 28 giugno 2012, è stato istituito la Giornata Internazionale della Felicità, celebrata in tutto il mondo il 20 marzo di ogni anno.

Oggi la Giornata della Felicità

Studiosi, psicologi, sociologi di tutto il pianeta studiano da anni quali sono i fattori che determinano la felicità delle persone. A queste ricerche e riflessioni è dedicata la Giornata Internazionale della Felicità, istituita nel 2012 con la risoluzione Onu n.66/281. L’International Day of Happiness è quindi destinato a studiare e stabilire cosa è che ci rende felici e a migliorare lo stile di vita, soprattutto a livello emotivo, della gente. Contrariamente a quanto si possa pensare, ricchezza, potere e successo non sono elementi prioritari per il raggiungimento della Felicità. Più importanti risultano essere invece le realizzazioni personali sia in campo professionale che il semplice dedicarsi a un attività creativa o rilassante, come dipingere, cucinare, ricamare, scrivere, suonare uno strumento musicale. Anche la serenità nei sentimenti, passare tempo con familiari e amici, viaggiare, praticare sport risultano buoni mezzi per raggiungere la Felicità.

Sembra quindi che la felicità sia più a “buon mercato” di quanto si creda. Alcuni studiosi californiani hanno inoltre stabilito anche un’età in cui essere: pare che più propensi allo stato di grazia ideale siano i 40enni, anno più, anno meno. Questo perché negli anni precedenti siamo ancora troppo presi da insicurezze e perplessità sul futuro che ci attende, mentre successivamente siamo molto più sicuri, sopratutto degli anni avanzano e della terza età incombe!

Lo stato più felice del mondo

Esiste anche un premio, il World happiness Award, per lo Stato più felice del mondo. Quest’anno, la medaglia d’oro della Giornata Internazionale della Felicità, se la aggiudica la Danimarca. Sul podio, e poco più giù, i Paesi del Nord-Ovest europea. La nostra Italia langue al 50° posto, poco prima di Uzbekistan, Malesia e Nicaragua e nelle vicinanze di Grecia e Spagna. Se il denaro non dà la felicità ma è più importante star bene con se stessi e con gli altri, come rivelano queste ricerche antropologiche e sociali, è però vero che le nazioni più felici sono quelle più benestanti mentre sono ancora alla ricerca della felicità i cittadini che devono annaspare quotidianamente fra crisi economica, mancanza di lavoro e instabilità della politica.

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