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Giovedì Santo 2020: Significato, Liturgia e Lavanda dei Piedi

Cosa si celebra il Giovedì Santo? Liturgia, tradizioni e origini della giornata in cui si celebra l'ultima cena di Gesù prima della sua cattura.

Il Giovedì Santo apre il triduo il triduo pasquale. Ecco quali sono le tradizioni di questa giornata e le liturgie della Chiesa Cattolica.

Come da tradizione, il Giovedì Santo chiude il tempo quaresimale iniziato il Mercoledì delle Ceneri. Terminato il tempo quaresimale, il giovedì apre le porte al “Triduo Pasquale”, ovvero quei tre giorni ove viene commemorata la Passione, Morte e Resurrezione di Gesù Cristo. Quest’ultimo giorno avrà il suo punto focale, durante la veglia di Pasqua.

Giovedì Santo: il programma della giornata

La giornata di giovedì si divide in due parti. Si comincia con la celebrazione mattutina, quando in tutte le cattedrali viene consacrato il sacro olio del “Crisma”, dal greco “χρῖσμα”che significa proprio “unzione” (ovvero l’olio profumato utilizzato per amministrare i sacramenti del Battesimo, Cresima e Ordine) e al tempo stesso vengono consacrati gli altri tre oli che verranno poi impiegati durante tutto il corso dell’anno per amministrare i sacramenti del Battesimo, Unzione dei Malati e per l’Unzione dei Catecumeni.

La seconda parte della giornata prevede la “Messa in Coena Domini”, ovvero la “Messa nella Cena del Signore”. Quest’ultima, già il nome stesso, ci fa riferimento all’ultima Cena, infatti durante la messa del tardo pomeriggio di giovedì nella celebrazione della Messa, vengono riproposti gli stessi gesti che fece Gesù.

Cosa significa la lavanda dei piedi?

Prendendo il Vangelo di Giovanni al capitolo 13, possiamo trovare il racconto della “Lavanda dei Piedi”. Perché i piedi venivano lavati ? Al tempo di Gesù, il “lavare i piedi” era comune tra gli ebrei. Solitamente veniva fatto per sé, anche se delle volte erano i figli a lavare i piedi ai genitori o i servi, ma un normale ebreo non avrebbe lavato i piedi a un altro ebreo dato che tale pratica era ritenuta umiliante.

Gesù si fa umile e, lavando i piedi ai suoi discepoli, ci fa capire come egli sia venuto non per essere servito ma per servire: “Se non ti laverò, non avrai parte con me”. Subito dopo aver compiuto il gesto della lavanda dei piedi, Gesù si siede a tavola con i suoi discepoli e qui avviene qualcosa di inaspettato, infatti, iniziando a colloquiare, Egli dice loro: “In verità, in verità vi dico: uno di voi mi tradirà”. Probabilmente in quel momento quella frase gelò il sangue dei discepoli, i quali cominciarono a consultarsi fra di loro domandandosi chi fosse; Gesù quindi dona un pezzo di pane Giuda (colui che lo tradirà) e l’apostolo lo mangia. Seguiranno il tradimento di Giuda, l’arresto e il processo a Gesù.

La sera del Giovedì Santo

Dal punto di vista liturgico, durante la Messa in Coena Domini vengono ripercorsi i gesti di Gesù e il sacerdote, secondo la tradizione cristiana, lava i piedi a dodici persone proprio per ricordare il gesto di Gesù, chinatosi davanti agli apostoli come un servo. Dopo la messa segue il normale svolgimento: l’altare viene spogliato, il Tabernacolo viene aperto, i Crocifissi vengono coperti e tutta la chiesa viene oscurata proprio perché in quel momento comincia la Passione di Gesù Cristo. Il giorno dopo, venerdì, comincerà il “Triduo Pasquale” che si concluderà la Domenica con la Pasqua di Resurrezione.

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