Il Codice del Volo di Leonardo da Vinci a Roma: esposto ai Musei Capitolini

Il Codice del Volo di Leonardo da Vinci a Roma: esposto ai Musei Capitolini 2

“Il codice del volo” dal vero e in 3d. Sono 18 fogli e viene chiamato Il codice del volo il manoscritto di Leonardo che raccoglie tutte le intuizioni del genio di Vinci e che è esposto ai “Musei capitolini” a Roma fino al 17 aprile.

“Leonardo e il volo” ovvero “il codice degli uccelli” è anche un’esperienza multimediale in 3d grazie ad apparecchiature touchscreen che permettono di sfogliare virtualmente questi 18 fogli che contengono il manoscritto di Leonardo e dove lui ha annotato spiegazioni di varia natura sul volo, sul conio delle medaglie, sul modo di preparare i colori, fino alla progettazione di una diga e fino a riflessioni varie sulla resistenza dell’aria e delle sue correnti. Inoltre vi sono disegni di anatomia, di elementi vegetali e un ritratto che si dice sia il suo soprattutto per la somiglianza che ha dell’uomo barbuto al quale la tradizione attribuisce le sue sembianze, ma sono solo ipotesi perché sul Leonardo uomo si sa ben poco.

Nei suoi scritti lui lascia che le sue geniali intuizioni siano in primo piano, senza far trasparire nulla dei suoi pensieri e sentimenti, con la sua grafia da sinistra a destra, dato che lui era mancino e leggibili solo allo specchio. Le sue osservazioni sul volo occupano gran parte dell’esposizione, con disegni di leve, cerchi, raggi e ruote dentellate. Tutta l’esposizione dimostra le intuizioni incredibili, le visioni futuristiche diventano modernità, la sua poliedricità va aldilà di ogni immaginazione, poliedricità che certamente sarà raccontata in tutte le sue forme nel 2019 quando cadranno i 50 anni dalla morte.

Una delle sue intuizioni e predilezione è stato il volo, il desiderio dell’uomo di essere come gli uccelli e Leonardo si concentrò molto su tale argomento nel 1505 quando rientrò a Firenze da Milano. Lui descrisse in maniera dettagliata il rapace “cortone uccello” che lui vide a Fiesole nello stesso anno. E dall’osservazione dei rapaci nacque la struttura di quella meravigliosa macchina volante chiamata “il grande Nibbio”e che Leonardo non potè realizzare a grandezza naturale perché l’unico materiale allora conosciuto era il legno, troppo pesante per spiccare il volo. Questa straordinaria esposizione è un viaggio nelle meraviglie del genio di Leonardo, nelle sue visioni futuristiche di uno dei più grandi geni dell’umanità.

 

Sono Daniela Merola, giornalista, blogger, scrittrice e presentatrice eventi culturali, sono ufficio stampa di librincircolo.it e ricominciodailibri.it, sono socia della libreria iocisto. Sono appassionata di spettacolo, teatro e editoria, amo il calcio e il tennis. La comunicazione è la mia forza, mi piace mettermi alla prova con le presentazioni e la recitazione.