Incendio a Roma: evacuato il Campo Nomadi in Via Lombroso

Ancora roghi nella notte a Roma, evacuato il campo nomadi di via Lombroso

Nella zona di Monte Mario a Roma, alle 21:30 di ieri sera, uno dei soliti roghi di rifiuti si è trasformato in un vero e proprio incendio che ha costretto all’evacuazione del campo nomadi di Via Lombroso. Ad aggravare la situazione già drammatica, un altro incendio nella stessa zona intorno alle 2 di notte vicino alla galleria Giovanni XXIII.

Gli abitanti della zona sono stati costretti a rimanere tappati in casa con le finestre chiuse a causa dell’odore acre e del fumo nero, tipici delle materie plastiche. Da una caserma poco distante dal rogo sono intervenuti tempestivamente i vigili del fuoco. Anche l’ex sindaco Gianni Alemanno si è recato sul posto trasmettendo con il proprio telefonino in diretta su Facebook le fiamme che si alzavano dal campo. I nomadi, come è noto all’amministrazione capitolina, sono soliti rubare i cavi elettrici per poi bruciarli e recuperare il rame all’interno e questo avviene regolarmente da anni in diversi punti della città, con il risultato che alcune zone rimangono senza illuminazione, raccordo anulare compreso. Si sospetta che proprio questo tipo di comportamento sia la causa dell’incendio. Eppure nonostante i danni che questi banditi procurano alla città e ai cittadini, ci si preoccupa ancora della loro condizione, dandogli una montagna di privilegi anziché esiliarli per sempre dal nostro paese.

Ci sarebbe da chiedersi se non sia il caso di revocare la cittadinanza anche a quelli che l’hanno ottenuta, in quei casi dove lo stile di vita non rispecchi i parametri e i valori della Costituzione Italiana. Intanto, si vocifera sulla possibilità di mettere i nomadi nelle case popolari che potrebbero così diventare delle vere e proprie fortezze inespugnabili dell’illegalità, oltre che depositi di armi, droga, merce rubata e prostituzione.

A qualsiasi ora del giorno in zone come Santa Palomba, e su strade già pericolose per l’alto tasso di incidenti come la Pontina e la Laurentina, le prostitute Rom si esibiscono nude in strada tra l’indifferenza delle forze dell’ordine, per non parlare poi di notte dove si esibiscono ovunque, travestiti compresi. Per chi si muove in città non è raro vedere furgoncini carichi di rifiuti di ogni tipo scaricare il loro fardello ai bordi delle strade, sulle piazzole di emergenza e di fianco ai secchioni per l’immondizia: per quanto tempo i cittadini romani dovranno ancora sopportare questo degrado? Non sarebbe meglio assumersi il coraggio di una risposta definitiva a questo cancro che spadroneggia impunemente nella città? Perché una città come Roma, che fa invidia al mondo, deve sottostare al ricatto dei Rom?