Indipendenza Catalogna: nuovo Referendum a Ottobre?

Lo spettro di un nuovo referendum per l’indipendenza della Catalogna irrompe nel dibattito politico spagnolo. A tre anni dalla scorsa consultazione, che non fu legalmente vincolante, si discute della possibilità che i catalani possano tornare ad esprimersi in materia. Il governo locale attualmente presieduto da Carles Puigdemont ha riacceso il dibattito proponendo il primo ottobre come giorno per indire una nuova consultazione. Il primo ministro spagnolo Rajoy ha escluso categoricamente che la consultazione possa essere vincolante appellandosi a sentenze della Corte Costituzionale già espresse in merito.

Anatomia del movimento indipendentista

I gruppi indipendentisti sono numerosi e variegati, ma il loro seguito è per così dire “a corrente alternata”. Nonostante siano spesso organizzate numerose manifestazioni (naturalmente patrocinate dal governo locale) con altrettanti partecipanti, le urne spesso vengono disertate come nel 2014. L’affluenza dell’ultima consultazione fu del 30%, e nonostante le istanze separatiste abbiano vinto a larga maggioranza (80%), non ci sono ampi numeri per parlare di consenso popolare.

Pesano, sotto questo punto di vista, anche le dichiarazioni di capi di stato e organismi internazionali come l’UE. Il messaggio, più o meno esplicito, è che il riconoscimento della Catalogna come stato indipendente e comunitario non è scontato. Nonostante la regione sia più ricca rispetto al resto della penisola e sia già autonoma, timori di natura politica ed economica serpeggiano tra i cittadini. Anche la repressione del governo centrale desta preoccupazione: il presidente catalano che indisse lo scorso referendum venne condannato a due anni di interdizione dai pubblici uffici.

Indipendenza catalana: l’arringa di Pep Guardiola

Sotto un sole cocente, i manifestanti dei gruppi indipendentisti e comuni cittadini si sono ritrovati ieri in Plaça d’Espanya a Barcellona per rilanciare l’iniziativa referendaria. Ospite della manifestazione è stato l’ex allenatore del Barcellona Pep Guardiola: “Noi catalani il primo ottobre voteremo per decidere il nostro futuro, – ha dichiarato il tecnico tra gli applausi ed i cori della folla – Chiediamo alla comunità internazionale di aiutarci. In questa ora tanto importante per la storia del nostro paese la sola risposta possibile è votare, non c’è altra via d’uscita“. Parole dure anche per il governo di Madrid definito “autoritario verso i catalani”. Le dichiarazioni non sono state apprezzate dalla maggior parte della società civile spagnola, come si deduce dall’editoriale del quotidiano El Pais. Quello dell’allenatore calcistico viene definito “infantilismo democratico” e si rilancia l’idea di collaborazione tra le due parti.

Il momento del dialogo tra i due poli sembra, però, ancora lontano: dai vertici di Madrid è arrivata solo una secca risposta. “Lo Stato non permetterà che venga svolta la consultazione”, dice il numero due del governo Soraya de Santamaria. Se i prossimi mesi non saranno diplomaticamente produttivi, verosimilmente si arriverà ad ottobre nelle condizioni di 3 anni fa e come per il caso scozzese il tutto potrebbe finire in un nulla di fatto. Per ora la sfida più grande per gli indipendentisti è dare una cassa di risonanza alla loro lotta che vada oltre i confini nazionali.

Napoletano di nascita, attualmente vivo a Roma. Idealista e sognatore studente di Lettere presso l'Università di Roma Tor Vergata. Osservatore silenzioso e spesso pedante della società attuale. Scrivo di ciò che mi interessa, principalmente politica e temi sociali. Twitter: @MattSquillante