Witness di Katy Perry: recensione del nuovo album in uscita oggi

La recensione del nuovo album di Katy Perry "Witness", in uscita oggi

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Dopo una lunga attesa, è finalmente uscito “Witness“, il quinto album di studio di Katy Perry, in vendita da oggi in tutti i negozi di dischi, sulle piattaforme di digital downloads e ascoltabile in streaming.

Witness“, disponibile in versione standard (15 canzoni) e in una versione deluxe  (contenente 2 canzoni in più, solo per i punti vendita Target e per il mercato inglese), è descritto da Katy Perry come un disco “purposeful pop”, ovvero una “pop music con uno scopo”. In “Witness”, effettivamente, la cantante californiana si mette più a nudo rispetto agli altri dischi: vi sono testi con maggior esercizio di stile, che suonano più maturi rispetto ai precedenti, e la sua vocalità cerca nuove strade, note più alte e ricercate.

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 “Witness”: l’album “pop e con uno scopo”

Witness” è un disco che ha svariate facce: una più divertente, una più ballabile, una più dark e altre più sperimentali, ma che suona abbastanza omogeneo nell’insieme. La title track, che apre l’album, ha un ritornello a presa rapida, iconico e coinvolgente, con questo piano che si appoggia su una base pop e fresca, che in molti avrebbero voluto come singolo al posto di “Bon Appetit“, che nonostante il particolare e sensualissimo video (che ha raggiunto quasi 140 milioni di visualizzazioni su Youtube solamente in un mese), ha floppato pesantemente, raggiungendo (al massimo) la #37 in UK, #59 in USA e qui da noi la #48.

Hey Hey Hey“, nonostante il testo femminista e di autodeterminazione e che sia stata co-scritta da Sia, è possibilmente la traccia peggiore dell’album (assieme alla funky e un po’ fastidiosa “Pendulum“) mentre “Roulette”, che con la mente riporta vagamente alle atmosfere di “The Final Countdown” degli Europe ma anche ad “I Like It Rough” e “Dance in The Dark” di Lady Gaga, è sicuramente una highlight del disco, assieme alle tracce trap-pop “Deja Vu” e “Power“, tutte caratterizzate da un’ottima ed interessante produzione.

“Swish Swish”, il brano contro Taylor Swift

Swish Swish” è la collaborazione di Katy Perry assieme a Nicki Minaj,  un brano che parla di liberazione dalla negatività (il termine “swish” è riferito al suono che compie il cestista quando fa canestro) e che è stato notato dalla critica, poi confermato dalla stessa cantante durante il Carpool Karaoke con James Corden, essere una “diss-track“, ovvero una “canzone contro” Taylor Swift, in risposta al suo singolo “Bad Blood” del 2014 che parlava, appunto, di un episodio che ha scatenato la fine dell’amicizia tra le due cantanti americane.

Mind Maze” è una delle tracce più sperimentali dell’album (quel terribile autotune su alcuni versi era evitabile!) mentre “Miss You More” è una delle tre ballads presenti in “Witness“, assieme alla bellissima “Save As Draft”, una delle migliori dell’album, ed “Into Me You See“, che chiude la versione standard del disco e mostra una perfomance vocale più ricercata ed intensa da parte della Perry.

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“Bigger Than Me”, la canzone che parla di Hilary Clinton e Donald Trump

In “Witness” trova anche posto la disco di “Chained To The Rhythm“, il primo singolo tratto dall’album, che vede la partecipazione di Skip Marley, tanto bistrattata da critica e pubblico ma che è assolutamente da rivalutare. “Tsunami” è una dichiarazione d’amore con metafora “acquatica” mentre “Bigger Than Me” è una club banger “con qualcosa in più”, in quanto ispirata alla sconfitta di Hillary Clinton contro Donald Trump per la corsa alla Presidenza degli Stati Uniti. Una vicenda che Katy Perry ha vissuto con grande dolore, avendo sostenuto la Clinton con le unghie e con i denti, e che l’ha ispirata nel proporre un album con canzoni più mature. Un brano potente, che sarebbe un’ottima scelta come prossimo singolo.

Completano l’album le due tracce per la versione deluxe (che avrebbero potuto tranquillamente sostituire “Hey Hey Hey” e “Pendulum”) : “Dance With The Devil“, prodotta da Pharrell Williams, che ricorda le atmosfere di “Dark Horse” ed “Act My Age“, che ricorda un po’ le atmosfere della sua hit “Teenage Dream”, dove Katy Perry, ora 32enne, vuole farci sapere che “abbiamo bisogno di un pò di Peter Pan” nella nostra vita e che il tempo è solo un’invenzione, l’età è solo un numero e ciò che conta è l’attitudine e il voler rimanere giovani e pieni di speranze. Sarete i “testimoni” di Katy Perry o passerete oltre? Fateci sapere cosa ne pensate di “Witness“.

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Witness, la tracklist

“Witness”
“Hey Hey Hey”
“Roulette””Swish Swish”
“Deja Vu”
“Power”
“Mind Maze”
“Miss You More”
“Chained to the Rhythm”
“Tsunami”
“Bon Appetit”
“Bigger Than Me”
“Save As Draft”
“Pendulum”
“Into Me You See”+
“Dance With The Devil”
“Act My Age”