Legge sul Cyberbullismo, la Camera dice sì: approvata all’unanimità

Legge su cyberbullismo è stata approvata dalla Camera. I 14-enni potranno chiedere la rimozione di contenuti dal web.

Chiunque abbia almeno 14 anni ora può chiedere la rimozione di suoi contenuti (foto o altro materiale) sul web. È quello che è stato approvato dall’unanimità a Montecitorio durante il 18 maggio. Con la legge sul cyberbullismo, dopo 2 anni dal primo via libera, si potrà tutelare la privacy di un minore dai 14 anni. Se entro 48 ore il materiale non viene rimosso, si potrà ricorrere al garante della privacy.

Legge su Cyberbullismo: nuove introduzioni

Sarà proprio con l’approvazione di tale normativa che dai 14 anni in su, il minore potrà chiedere, senza l’intervento di un adulto, di rimuovere o bloccare determinati contenuti su social, siti o quant’altro sul web. La novità è una delle ultime nuove introduzioni che sono state effettuate poco prima della votazione alla Camera. Nella legge si definiscono le modalità in cui possono essere rimossi i contenuti ritenuti offensivi; il momento in cui interviene il garante della privacy e le definizioni a tutto tondo di cyberbullismo.

Dalla legge viene considerato cyberbullismo qualunque forma di “pressione telematica, molestia (tramite contenuti), ricatto, ingiuria, diffamazione, abuso di materiale”, bullismo vero e proprio per isolare il minore, furto d’identità, trattamento illecito di dati o denigrazione sul web. Dalla legge, inoltre, vengono introdotte pene per chi commette cyberbullismo. I minori colpevoli verranno convocati in questura, assieme alle famiglie, per un ammonimento sulla sua condotta. Proprio per questo, ci saranno anche nuovi compiti per le scuole. Ogni istituto scolastico avrà un’insegnante di riferimento che dovrà essere un tramite tra scuola-famiglia e minore. L’insegnante, oltre che dare disponibilità all’ascolto, dovrà anche avvertire le dovute famiglie in casi di bullismo di minore.

Legge sul Cyberbullismo: soddisfazioni dopo il voto

Durante il voto presente in aula anche Paolo Picchio, papà di Carolina Picchio, giovane suicida di Novara considerata una delle prime vittime di cyberbullismo italiano. Il papà ha spiegato: “Questa legge, dà vita a quello lei ha lasciato scritto, ai motivi che l’hanno spinta a fare quello che ha fatto. E cioè che le parole fan più male delle botte. Va bene così”. La 14-enne si era suicidata nel gennaio 2013 in seguito alla diffusione di un video in cui era divenuta oggetto sessuale di gruppo. La prima firmataria della legge era stata appunto l’ex maestra di musica di Carolina Elena Ferrara, nonché senatrice Pd. Dopo il voto, messaggi di soddisfazione arrivano dalla presidente della Camera Laura Boldrini, che spiega: “È una bella giornata per il Parlamento. Abbiamo mantenuto una promessa, dando uno strumento utile a chi deve aiutare i nostri fogli a proteggersi”.

Anche il ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli ha confermato il pieno impegno per l’attuazione della legge a livello scolastico. Soddisfazione anche dal direttore dei programmi Italia-Europa di Save the children Raffaella Milano. Il dirigente ha spiegato: “Il nostro Paese si è dotato di una legge che prevede delle misure concrete per prevenire e affrontare un fenomeno che coinvolge un numero sempre maggiore di ragazzi in Italia. Ora è importante che questo provvedimento venga subito messo in pratica coinvolgendo tutti gli attori interessati, per contrastare immediatamente un fenomeno che si fa ogni giorno più preoccupante”.

Ho 26 anni, studio all'Università e scrivere è la mia passione più grande. "Chi di voi vorrà fare il giornalista, si ricordi di scegliere il proprio padrone: il lettore". (Indro Montanelli)