Lo Monaco in Conferenza Stampa: “Il Catania deve tornare in Serie A”

L'amministratore delegato del Catania risponde alle domande dei giornalisti e sottolinea: "Il Catania deve tornare in Serie A"

Lo Monaco in Conferenza Stampa:

Nella tarda mattinata di oggi è intervenuto in conferenza stampa Pietro Lo Monaco, amministratore delegato del Catania. Tanti gli argomenti trattati dal passato al Messina, al futuro della squadra rossazzurra che non può non essere proiettato verso la Serie A, obiettivo raggiungibile nel corso delle prossime stagioni.

Lo Monaco e il Messina: “Lì ho vinto. Derby? Non è il Palermo”

Si parte dubito dal derby di domenica 26 febbraio contro il Messina, poi Pietro Lo Monaco fa una breve disamina del suo trascorso nella città dello stretto: “Il derby per eccellenza è quello contro il Palermo. Io a Messina ho preso una società fallita, non in grado di iscriversi al campionato dilettanti, con 900 mila euro di debiti. L’ho presa, ho vinto due campionati di seguito e – prosegue – ho lasciato la squadra in Serie C 1 con 600 mila euro di debiti. Io ho sempre cercato di fare il mio lavoro con la piena responsabilità di tutto e ho sempre cercato di far crescere le società in cui ho lavorato: a Messina ho vinto; a Genova sono stato 37 giorni e sono andato via e a Palermo sono andato via dopo tre mesi, ma sono andato via io, strappando i contratti e senza volere un euro”.

Lo Monaco, il sogno Serie A, i tifosi e il nuovo allenatore

Riportare gli etnei nella massima serie italiana è l’obiettivo che Lo Monaco si è prefissato: “A me interessa solo il Catania, è l’unica cosa che ho in testa e probabilmente l’ultima dal punto di vista professionale. Mi auguro che la società trovi le risorse utili a risanare la situazione debitoria e che possiamo riappropriarci del nostro territorio nel più breve tempo possibile. Non so quanto tempo ci vorrà, ma il Catania deve tornare in Serie A”.

Il rapporto tra la società e i tifosi non sembra essere idilliaco. Le vicende degli ultimi periodi hanno un po’ allontanato le due parti, distacco che potrebbe risanarsi con il raggiungimento dell’obiettivo stagionale: “I tifosi vivono dell’espressione della gara e del momento della squadra. Se la squadra fa una buona prestazione contro la prima in classifica, all’indomani della chiusura del calciomercato, è naturale che monti l’entusiasmo. Allo stesso modo la sconfitta contro l’Agrigento è stato un pugno in faccia, ma – precisa Pietro Lo Monaco nel corso della conferenza stampai bravi si rialzano. Il nostro obiettivo è raggiungere i play off, ma farlo con una squadra in grado di poterseli giocare”.

Il Catania ha recentemente cambiato la guida tecnica della squadra. A Rigoli è subentrato Petrone, allenatore che rispetto al primo possiede una visione del gioco differente: “Gli allenatori bravi sono quelli che si adattano alle caratteristiche dei giocatori che hanno a disposizione e non quelli che impongono i loro dogmi. Il Catania ha un organico importante, dobbiamo svegliarci un pochino”.

Lo Monaco esalta Montella: “Il più bravo allenatore di questa Serie A”

Tra i tecnici rossazzurri è rimasto nel cuore di Lo Monaco Vincenzo Montella: “Io non ho fatto altro che aiutare il grande allenatore che era in Montella a venire fuori. A parte Donnarumma il Milan, lo continuo a dire, ha un solo fuoriclasse: l’allenatore. Per me lui è l’allenatore più bravo che c’è in Italia, forse anche Sarri… Mi piacerebbe ad esempio vedere Montella al Milan con una squadra importante composta da calciatori adatti a un certo tipo di gioco. Sarei curioso di vedere dove arriverebbe, secondo me farebbe grandi cose”.

Lo Monaco: “Lodi si allenerà con noi, questa è casa sua”

Negli ultimi giorni Francesco Lodi ha detto addio all’Udinese e chiesto al Catania di potersi allenare a Torre del Grifo: “Per Lodi vale lo stesso discorso fatto per Marchese. Questa è casa sua, – tiene a precisare l’amministratore delegato degli etnei – lui ci ha chiesto di allenarsi con noi e dalla settimana si allenerà con noi. Lui è uno di noi. Mi dispiace che l’Udinese abbia fatto questa pantomima, poteva cederlo l’ultimo giorno di mercato. Noi eravamo lì”.