Messa di Pasqua 2017, Papa Francesco: Omelia e Benedizione Urbi et Orbi

L'omelia di Papa Francesco durante la messa di Pasqua e la "benedizione Urbi et Orbi"

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In una Piazza San Pietro, blindata da una parte e colorita dai 35.000 fiori offerti come di consueto dall’Olanda, si è svolta stamani la Messa Pasquale presieduta da Papa Francesco, alla presenza di una moltitudine di fedeli giunti da tutte le parti del mondo. La celebrazione è cominciata alle 10:00 con la solita puntualità e poco dopo è stato celebrato il rito del “Resurrexit” ovvero quell’atto di fede, devozione e pietà, che il Santo Padre compie davanti all’immagine del Santissimo Salvatore e dopo questo breve momento di adorazione, si dà il via alla celebrazione.

INIZIO CELEBRAZIONE  E OMELIA

Il sagrato di Piazza San Pietro era davvero colmo di religiosi provenienti da tutte le parti del mondo, infatti le letture sono state affidate a persone di diversa nazionalità e sicuramente ciò che ha destato emozione è stato il momento del Vangelo, letto sì in latino ma anche in greco. Quello di oggi è un messaggio importante, perché Giovanni nel suo Vangelo ci parla di un Gesù che secondo le scritture sarebbe risorto e così avvenne: “Egli doveva risuscitare dai morti”, (Gv 20, 1-9) e proprio Francesco a braccio ha parlato del momento nel quale Maria sua Madre, Maria di Magdala, Pietro e Giovanni, si recarono al Sepolcro col cuore spento e così si è espresso: “Sono andati col cuore pieno di tristezza, la tristezza di una sconfitta, il maestro che amavano tanto è stato giustiziato è morto e la morte è una sconfitta questa è la strada verso il sepolcro, un angelo dice: non c’è qui è risorto”. 

Durante la breve omelia il Pontefice ha raccontato un fatto accadutogli ieri durante una chiamata a un ragazzo ammalato, “un architetto” ha cercato di consolarlo e nel corso della chiamata ha raccontato Papa Francesco“Ieri ho telefonato ad un ragazzo con una malattia grave e parlando per dare un segno di fede, un ragazzo colto, un ingegnere ho detto: ‘non ci sono spiegazioni per quello che succede a te, guarda Gesù in croce, Dio ha fatto questo col suo figlio, non c’è altra spiegazione’; lui mi ha risposto ‘sì, ma Dio ha domandato al figlio e lui ha detto sì, a me nessuno lo ha chiesto’. A nessuno di noi ci chiedono: sei disposto a portare questa croce? Nessuno di noi va avanti e la fede va giù”.

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La Pasqua è dunque “il mistero della pietra scartata che è il fondamento dell’esistenza che dice Cristo è Risorto!” Il Santo Padre ha poi parlato di una “cultura dello scarto” perché nella società di oggi è tangibile questa cultura, la notiamo e la viviamo su di noi, quello che non ci serve viene messo da parte ma Francesco ci porta dentro il significato della Pasqua ovvero che la piccola pietra non è sola se va ad unirsi alla pietra grande, infatti con queste parole il Papa ha spiegato il significato del “sassolino”: “In questa cultura dello scarto, dove quello che non serve viene scartato, quella pietra scartata è fonte di vita e noi anche noi, sassolino per terra in questa terra di dolore e di tragedie, con la fede nel Cristo Risorto abbiamo un senso di guardare oltre, guarda, non c’è un muro, c’è un orizzonte, c’è la vita, guarda avanti non chiuderti. Tu sassolino hai un senso nella vita perché sei un sassolino verso quella pietra che la malvagità ha scartato”.

Al termine dell’omelia il Pontefice ha nuovamente ricordato che Cristo è risorto e la scommessa che ha fatto Francesco è proprio sulla resurrezione, per questo ha invitato ai fedeli, nel momento in cui torneranno a casa, durante il percorso, a ripetere nel proprio cuore: “Cristo è risorto”.

MESSAGGIO PASQUALE E BENEDIZIONE URBI ET ORBI

Al termine della celebrazione, Papa Francesco non ha rinunciato al consueto giro sulla papamobile scoperta e alle 12:00 si è affacciato sul loggione centrale che sovrasta Piazza San Pietro dove è stato accolto con tutti gli onori dal corpo delle guardie svizzere e dai corpi bandistici della Gendarmeria Vaticana e da quello dell’Arma dei Carabinieri i quali hanno eseguito l’inno pontificio e l’inno di Mameli.

Durante il messaggio Papa Francesco ha passato in rassegna le situazioni internazionali di conflitti, parlando del “Pastore Risorto che va incontro ai fratelli”, facendosi carico dei mali del mondo e quali questi mali? Francesco ha citato tutti quei bambini che muoiono a causa della guerra, chi fa violenza domestica e quei conflitti che spingono gli immigrati ad abbandonare la propria terra riservando loro un futuro infausto. Poi è stata la volta della Siria, “la tanto amata Siria”, ricordando l’attentato avvenuto proprio ieri e poi ancora ha parlato del Sudan, della Repubblica Democratica del Congo, afflitta sia dalla guerra che dalla grave carestia.

Infine ha parlato anche dell’Europa e dei giovani che non trovano lavoro e perdono così la forza che hanno nel cuore, ma al termine del messaggio il Pontefice ha ricordato: “Quest’anno come cristiani di ogni confessione celebriamo insieme la Pasqua risuona così in ogni parte della terra l’annuncio più grande: il Signore è veramente risorto come aveva detto!” Al termine del messaggio, il protodiacono Card. Martino ha annunciato la “Benedizione Urbi et Orbi” (alla città e al mondo), terminando così la celebrazione della Pasqua e come siamo ormai abituati a sentire, Papa Francesco ha chiesto ai fedeli di pregare per lui. Buona Pasqua, Cristo è veramente risorto.

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Laureando in Scienze Religiose, appassionato di tutto ciò che riguarda la storia, in particolare quella della Chiesa e anche di giornalismo. Sognatore e visionario, speaker radiofonico e amante dell'arte in generale. Il mio sogno ? Diventare vaticanista!