Mostra Caravaggio a Napoli: I Musici a Palazzo Zevallos

I Musici di Caravaggio in mostra a Palazzo Zevallos a Napoli

Prosegue il nostro tour artistico in terra partenopea, questa volta optiamo per un “ritorno al classico”, e – in quanto ritorno – abbiamo approfittato della terza tappa della rassegna “L’Ospite Illustre” per poter ammirare il capolavoro “I Musici” di Caravaggio in mostra al Palazzo Zevallos di Napoli, prima del suo ritorno al Met.

Mostre a Napoli, seconda tappa Caravaggio

Continua la rassegna “L’Ospite illustre”, il programma di scambi fra musei che ha già visto esposto “Ritratto d’uomo” di Antonello da Messina (giunto da Palazzo Madama a Torino) e “l’Arlequin au minori” di Picasso (Museo Thyssen-Bornemisza di Madrid), adesso riporta in Italia un Caravaggio che ci permette di apprezzare la sua prima fase romana, “I Musici“, scambiato con “Il Martirio di Sant’Orsola”, la tela più preziosa di Palazzo Zevallos, in prestito fino al 30 giugno al Metropolitan Museum of Art di New York.

“I Musici” olio su tela ritrae quattro figure di giovani suonatori in concerto presso la residenza del Cardinal Del Monte. Questi quattro giovanetti, entourage dello stesso cardinale, melomane ed esperto di partiture, sono stati definiti da Christiansen – curatore di arte europea per il Metropolitan Museum“non come la rappresentazione di un concerto contemporaneo, ma la combinazione di uno stile naturalistico con un soggetto moralizzante”. Essi infatti sono tutti vestiti con degli abiti molto lontani dal Cinquecento, e che ricordano da vicino il vestiario dei cittadini dell’antica Roma, o, più precisamente, quelli dell’età ellenica.

Un’allegoria di Amore e Musica qui rappresentato dal Cupido che regge un grappolo d’uva, particolare del grappolo descritto dall’iconologista Cesare Ripa: “Perché la musica fu trovata per tener gli animi allegri come fa il vino”. Se confrontiamo “I Musici” con la tela dello stesso Caravaggio “Amor insita omnia”, riconosciamo lo stesso Cupido. Al centro della scena c’è il suonatore di liuto, il simbolismo vuole che esso sia Mario Minniti, un caro amico di Caravaggio; quarto protagonista è un altro ragazzo, i cui lineamenti richiamano quelli dell’artista, incluso nella scena.

Oltre ai personaggi anche i dettagli degli oggetti richiamano il dualismo Musica-Amore come ad esempio i vari spartiti musicali che i ragazzi stanno leggendo, su questi spartiti sono riportati dei madrigali di esaltazione dell’amore. Oltre agli importanti spartiti, anche il violino in primo piano è un dettaglio fondamentale: nessuno sta suonando questo strumento, e quindi il musicista mancante è proprio l’osservatore;un escamotage che rende ancora più coinvolgente l’osservazione del capolavoro.

Una nota di merito va data al curatore della mostra nella scelta del percorso da seguire: “I Musici” è posto in una sala centrale del secondo piano del Palazzo, un percorso interno prosegue con l’esposizione di una serie di nature morte realizzate da autori partenopei. Una scelta affatto casuale. Caravaggio e il maestro Hartford sono stati i pionieri di questo stile. La celebre tela “Canestra di frutta” del Caravaggio ha ispirato i partenopei e non solo alla scelta di questo genere ad espressione di valorizzazione di uno sfarzo ed un agio rappresentato dalla frutta (bene di lusso a quel tempo) e dalle vivande varie. Tele commissionate per lo più da due artisti “Giovan Battista Ruoppolo” e “Baldassare de Caro”. Un modo questo per scoprire artisti locali partendo dalla fama e dal lustro di un artista che ha fatto la storia.