Papa Francesco, Angelus di oggi 25 Giugno 2017: “Non abbiate paura!”

Papa Francesco ha inaugurato la nuova catechesi sulla speranza cristiana

Ore 12:00 fa caldo a Roma, così come in tutta l’Italia attanagliata dalla morsa dell’anticiclone Caronte ma ciò non ha fermato i pellegrini giunti in Vaticano per l’Angelus domenicale con Papa Francesco. Al centro del discorso di stamani, il Santo Padre Francesco ha parlato della missione affidata da Gesù ai suoi discepoli, istruendoli e preparandoli al loro futuro, che come sappiamo non è stato roseo ma sulle orme di Cristo, hanno continuato il ministero, grazie all’esortazione: “Non abbiate paura!”. Dopo la preghiera dell’Angelus, il Pontefice ha salutato come di consueto, i gruppi di pellegrini presenti in Piazza San Pietro.

Le parole del Papa all’Angelus

Chi è il discepolo ? A cosa è chiamato ? Papa Francesco ne ha dato spiegazione in questo modo: “Il discepolo è chiamato a conformare la propria vita a Cristo, che è stato perseguitato dagli uomini, ha conosciuto il rifiuto, l’abbandono e la morte in croce. Non esiste la missione cristiana all’insegna della tranquillità; le difficoltà e le tribolazioni fanno parte dell’opera di evangelizzazione, e noi siamo chiamati a trovare in esse l’occasione per verificare l’autenticità della nostra fede e del nostro rapporto con Gesù”. Con queste parole, Papa Francesco ha voluto ricordare la figura di chi segue Cristo in tutte le forme e le misure, e proprio a causa di ciò è stato ed è perseguitato.

Basta guardare oggi cosa succede nel mondo, le persecuzioni dei cristiani sono sempre in crescita e tuttavia anche l’aumento dei martiri. Probabilmente ciò che la gente (specialmente i giovani) si chiede è proprio il fatto che oggi non ci sono più santi e non se ne sente più parlare, Papa Francesco non è d’accordo, i santi ci sono e sono di più di calce secolo fa, sono martiri caduti sotto l’egida del fanatismo religioso imperversante ancora ai giorni nostri. Ma lo stesso Francesco, vuole far comprendere il fatto che nessuno è solo e soprattutto non deve aver paura poiché: “Dobbiamo considerare queste difficoltà come la possibilità per essere ancora più missionari e per crescere in quella fiducia verso Dio, nostro Padre, che non abbandona i suoi figli nell’ora della tempesta. Nelle difficoltà della testimonianza cristiana nel mondo, non siamo mai dimenticati, ma sempre assistiti dalla sollecitudine premurosa del Padre. Per questo, nel Vangelo di oggi, per ben tre volte Gesù rassicura i discepoli dicendo: “Non abbiate paura!”.

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Questo dunque il grido di Papa Francesco, che risuona anche come monito a non aver paura perché Gesù cristo è sempre vicino agli uomini e proprio a tal proposito il Pontefice ha rivolto una preghiera a tutti i cristiani perseguitati affermando che: “In effetti, una forma di prova può essere anche l’assenza di ostilità e di tribolazioni. Oltre che come «pecore in mezzo ai lupi», il Signore, anche nel nostro tempo, ci manda come sentinelle in mezzo a gente che non vuole essere svegliata dal torpore mondano, che ignora le parole di Verità del Vangelo, costruendosi delle proprie effimere verità”.

Al termine della preghiera dell’Angelus, Papa Francesco ha salutato tutti i gruppi di pellegrini giunti in Piazza San Pietro, da tutte le parti del mondo. Ha ricordato la figura del vescovo lituano Teofilo Matulionis, ucciso in   nel 1962, quando aveva già quasi 80 anni, e beatificato stamani a Vilnius. Infine, un pensiero in particolare è andato agli abitanti del villaggio cinese di Xinmo in Sichuan, colpito e raso al suolo proprio ieri 24 giugno da una frana, provocando 15 morti e 118 feriti.