Processo a Bossetti: Accusa conferma ergastolo, Imputato: “Dite idiozie”

Massimo Bossetti, l'uomo accusato dell'omicidio avvenuto nel 2010 di Yara Gambiraio, ha urlato tutta la sua rabbia in aula: "Dite Idiozie". L'accusa chiede la conferma dell'ergastolo.

Processo Yara Gambirasio, Sentenza: Ergastolo a Bossetti?

Momenti d’altissima tensione durante il processo d’appello che si sta svolgendo a Brescia, processo che vede “alla sbarra” Massimo Bossetti, il quale è accusato di aver compiuto nel 2010 a Brembate di Sopra (Bergamo), il terribile omicidio della ginnasta tredicenne Yara Gambirasio.

A far esplodere la rabbia dell’uomo, condannato all’ergastolo con sentenza di primo grado, sono state alcune parole pronunciate dal procuratore generale Marco Martani, il quale ha affermato con assoluta certezza che: “Le fibre dei sedili del furgone Iveco del muratore di Mapello erano compatibili con quelle trovate sugli abiti della ginnasta”A tali parole l’ex muratore, si è alzato tra le guardie che hanno tentato di calmarlo ed ha inveito, urlando: “Queste idiozie vieni a dirle qua”.

Inoltre durante l’intervento di Martani, l’imputato ha scambiato alcune occhiate di approvazione con la moglie Marita, la quale era seduta poco dietro lui con i consulenti della difesa. La calma è stata riportata poco dopo dal giudice Enrico Fischietti, il quale lo ha duramente rimproverato: “Bossetti lei deve stare seduto e deve tacere, poi quando sarà il momento potrà rilasciare le sue dichiarazioni spontanee”.

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La richiesta dell’accusa è la conferma della condanna del processo di primo grado, in quanto secondo il procuratore la condanna in di quella sentenza era stata “ineccepibile” perché presentava “una motivazione coerente, logica, completa”Molto probabilmente la nuova sentenza ci sarà il 14 luglio.

Sognatore per antonomasia, ritiene che la verità vada ricercata e non creduta per sentito dire. Appassionato di testi antichi i quali ritiene vadano letti per ciò che raccontano, senza volerne alterare il significato, con figure retoriche inesistenti, per veicolare una verità che non esiste. Poeta spesso malinconico. Ama definirsi "Destista"