Indipendenza Catalogna, Puigdemont apre a una trattativa

Il discorso attesissimo al Parlamento conferma la volontà indipendentista, ma alcune trattative sarebbero ancora in corso.

L’Indipendenza si farà, ma non oggi. Questo il messaggio principale del discorso del Presidente Puigdemont. In seduta plenaria nel parlamento catalano, il presidente dopo un lungo discorso ha ricordato il diritto acquisito dai catalani di avere uno stato proprio e di potersi autogovernare.

L’attesa dichiarazione unilaterale però non arriverà prima di una settimana, l’intenzione dell’esecutivo è arrivare al tanto atteso momento in una situazione di maggiore calma politica.

Puigdemont, come nelle dichiarazioni durante la notte del voto, rimane aperto al dialogo con la Spagna e gli spagnoli, ricordando di specificare che “non siamo contro il popolo spagnolo, ma seguire l’iter costituzionale per ottenere l’autogoverno è stato umiliante”.

Prima di arrivare alle conclusioni un lungo excursus storico sull’Indipendentismo, quasi a voler giustificare la tensione di questi giorni agli occhi del mondo, a partire dalla fine del periodo franchista fino allo Statuto del 2005.

Puigdemont che si è fatto partecipe, a sua detta, del sentimento di tutti i catalani ha espresso uno stato di forte insofferenza della popolazione verso le metodologie prevaricanti di Madrid.

Discorso al Parlamento Catalano: il presidente parla anche in Spagnolo

Ha destato grande stupore il passaggio repentino, durante il discorso, dal catalano allo spagnolo. Dallo scranno della presidenza è partito un messaggio diretto verso il Re: “’l’ unica speranza era che la Monarchia esercitasse il ruolo che la Costituzione gli conferisce ma il discorso della settimana scorsa conferma l’indisponibilità – questa l’accusa diretta contro Felipe – Agli spagnoli chiedo uno sforzo per capire le ragioni che ci hanno portato qui: non siamo matti, non siamo delinquenti, non siamo golpisti (ripete le parole del Re, ndr) Siamo persone normali che volevano votare e che hanno sempre cercato il dialogo.”

Menzione anche alla figura di Artur Mas, ex presidente catalano condannato per aver indetto un referendum nel 2014, dipinto come un martire politico. Il discorso, tra gli applausi dell’Ala destra del parlamento formata dal gruppo “Junts pel sì”, si è così concluso: “Arrivati a questo punto storico, mi assumo il mandato del popolo catalano affinchè la Catalogna diventi uno stato indipendente sotto forma di Repubblica”.

Puigdemont, “ci sono state trattative”

Desta curiosità anche l’ambiguo e fugace riferimento a presunte trattative in corso con il governo spagnolo. “Alcune sono state rese pubbliche, come tutti sanno, altre no ma saranno presto conosciute dai cittadini”.

Nel caso fossero confermate queste affermazioni ci sarebbe una svolta nel processo politico, nel caso non fossero confermate, sarebbe un tentativo di convincere il Parlamento a ritardare di una settimana il processo indipendentista. Attesissima la risposta del governo centrale a Madrid, dove migliaia di giornalisti aspettano ai piedi del Palazzo Moncloa una dichiarazione del premier Rajoy.

Napoletano di nascita, attualmente vivo a Roma. Idealista e sognatore studente di Lettere presso l'Università di Roma Tor Vergata. Osservatore silenzioso e spesso pedante della società attuale. Scrivo di ciò che mi interessa, principalmente politica e temi sociali. Twitter: @MattSquillante