Diritto di Cittadinanza in Italia: scontri in Senato per lo Ius Soli

Manifestazioni e disordini per lo Ius Soli: un Paese diviso.

Mentre in Senato si discute il ddl Ius Soli, un Paese intero mette sotto accusa la sua classe dirigente. La lunga giornata di protesta ha avuto inizio già in prima mattinata quando manifestanti appartenenti alle formazioni neofasciste Casapound e Forza Nuova hanno tentato di forzare il cordone delle forze dell’ordine e avvicinarsi a Palazzo Madama.

Il gruppo, dopo essere stato disperso dagli idranti della polizia, ha iniziato a muoversi per il centro di Roma a suon di faccetta nera, saluti romani e slogan fascisti. Non è stata risparmiata dal corteo neanche la figura della presidentessa della Camera Laura Boldrini, presa di mira da cori aggressivi. Alcuni manifestanti sono stati identificati e denunciati per manifestazione non autorizzata, apologia di fascismo e resistenza a pubblico ufficiale.

La protesta sui social e i disordini in Senato

Mentre le notizie degli scontri iniziavano a farsi strada tra i quotidiani nazionali e locali, il popolo dei social network ha messo in essere l’attacco più duro verso la proposta di legge e verso i beneficiari della stessa. Frasi fatte, razziste e volgari hanno saturato il dibattito social: tra sostenitori dei manifestanti e indignados il quadro era tristemente ricco. Nel frattempo la discussione del ddl, che stava proseguendo a Palazzo Madama, è stata sospesa a causa di alcuni senatori della Lega Nord che hanno esposto cartelli riportanti “Stop Invasione” e hanno invaso i banchi del governo. Nella confusione di senatori e commessi è rimasta contusa la ministra Fedeli, subito portata in infermeria. I disordini sono partiti dopo l’espulsione del senatore Volpi, reo di aver rivolto un insulto al Presidente Grasso. Una delegazione di ragazzi di colore guardava la scena in maniera disillusa dai banchi riservati agli visitatori.

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Ius soli vs Ius sanguinis

Non è facile entrare nel merito dei due sistemi di cittadinanza e valutarne i pro e i contro. In linea di massima tutti i paesi del continente americano, storicamente soggetti a grandi flussi migratori, adottano lo ius soli (lett. Diritto del suolo). Chiunque nasca in territorio americano (continentale ad eccezione del Cile) ha diritto alla cittadinanza immediata. In Europa (ad eccezione della Francia), e nel resto del mondo in generale, vige lo ius sangiunis più o meno rigido che sia. In Italia la legge attuale prevede la cittadinanza per i figli di genitori italiani, chi risiede nel territorio nazionale per più di 10 anni continuativi (4 se cittadini europei) e chi sposa un cittadino italiano.

Il ddl in attualmente in discussione includerebbe anche i figli nati in italia di immigrati con permesso di soggiorno (ius soli moderato), e cosa innovativa, anche ai ragazzi che, pur non possedendo suddetti requisiti, abbiano concluso un ciclo di studi in scuole italiane (ius culturae). Il Paese è attualmente diviso sull’argomento anche per la cattiva informazione che aleggia intorno al provvedimento. Al contrario della comun credenza, lo ius soli non è sinonimo di “regalare la cittadinanza ad estranei” e lo ius sangiunis non è sinonimo di “difendere la cultura italiana”. La discussione andrà avanti nei prossimi giorni, sempre che non sia affossata, come tristemente questo paese ricorda, da saluti romani o parlamentari indisciplinati.

Napoletano di nascita, attualmente vivo a Roma. Idealista e sognatore studente di Lettere presso l'Università di Roma Tor Vergata. Osservatore silenzioso e spesso pedante della società attuale. Scrivo di ciò che mi interessa, principalmente politica e temi sociali. Twitter: @MattSquillante