Pedopornografia sui Social, Garante Privacy: “È in crescita”

La pedopornografia è in crescita sul web anche per colpa dei genitori che postano le foto dei figli sui Social Network. Lo dice il Garante della Privacy, Antonello Soro.

La pedopornografia è in crescita. I numeri, dicono alcune ricerche, sono in aumento rispetto a quelli dello scorso anno. La colpa, pertanto, sarebbe imputabile ai genitori che utilizzano i Social Network. A dare queste notizie è Antonello Soro, il Garante della Privacy.

Uno dei fenomeni che si sta inerpicando nelle crepe della società e che non è un qualcosa di positivo è la pedopornografia. Questo problema si riferisce alla pornografia nell’ambito delle foto, immagini e video relativi a minorenni o, peggio ancora, bambini. A causare l’incremento di questo guaio sociale, molto spesso, sarebbero proprio i genitori stessi.

La Pedopornografia è un grattacapo, se si può definire in un modo così banale, che nasce dalla rete e cresce sempre su di essa in quelli che vengono definiti dark web o deep web. Quella profondità o oscurità come indicano le traduzione delle due “categorie” Internet che sono pericolosissime, a volte, anche per l’incolumità degli stessi minori. In questi dark web e deep web, infatti, sono presenti video e foto che mostrano nudità relative ai minori e non solo.

Pedopornografia: il Garante privacy spiega il fenomeno

Antonello Soro, il Garante della privacy, ha voluto segnalare questo fenomeno in forte crescita che non è un bene per la società attuale. Il 2017, peraltro, ha visto un’incremento delle immagini pedopornografiche di quasi il doppio rispetto al 2016 e indica come colpevoli anche i genitori che postano le foto dei figli sui Social Network.

Queste le parole di Soro in una relazione che è stata inviato al Parlamento: “La Pedopornografia è in grande crescita sulla rete, in particolar modo, nel Dark Web. Rispetto al 2016 nel quale sono state censite due milioni d’immagini, quest’anno si è arrivati al doppio. Il tutto è preoccupante poiché la fonte di queste foto è involontaria e sono i genitori stessi che postano le immagini dei figli sui Social Network”.