Direttori Musei, Tar del Lazio blocca le nomine: furia Franceschini

Il Ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini, si è sfogato su Twitter in merito alla decisione del Tar del Lazio di bloccare le nomine di cinque dei venti direttori dei musei italiani.

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Il Ministro Franceschini si sfoga: “Non ho parole”. La delusione per il politico riguarda la decisione del Tar del Lazio che ha bloccato le nomine di cinque super-direttori che sarebbero a capo di alcuni dei più importanti musei italiani.

La sentenza del Tar, il Tribunale Amministrativo Regionale, in questo caso del Lazio è stata presa questa mattina e ha mandato su tutte le furie il Ministro dei Beni culturale, ovvero Dario Franceschini che ha esclamato tutta la sua rabbia attraverso il suo profilo personale di Twitter. Il membro del Governo, infatti, si è detto senza parole in merito alla conclusione delineata dal Tribunale.

La decisione riguardava la nomina dei super-direttori di alcuni musei italiani. In questo caso, infatti, il Tar ha deciso di bloccare “l’elezione” di cinque dei venti capi che si sarebbero “seduti” alla guida delle varie gallerie e avrebbero avuto il compito di gestire le varie strutture. La sentenza che è stata negativa per Franceschini è stata motivata in relazione alla presenza di alcuni candidati stranieri.

Il Tar, infatti, ha spiegato che non ci sarebbero state le giuste condizioni per aprire le selezioni a dei partecipanti internazionali. Per giunta, questa decisione, comprende anche i direttori stranieri che già occupano alcuni musei come il parco archeologico di Paestum o il Palazzo Ducale di Mantova. Franceschini, quindi, in merito a questa sentenza si è sfogato su Twitter.

Decisione Tar Lazio: le parole di James Bradburne

In relazione a questa questione ha parlato anche James Bradburne, il direttore di Brera, la Pinacoteca e Biblioteca di Milano: “Della sentenza del Tar non so niente e per il momento non posso dire nulla a riguarda quindi dico solo no comment”. Anche Bradburne dovrebbe essere “colpito” da questa decisione poiché è arrivato a Brera nel 2015.