Cinema

Tonya Harding, il film e la storia vera

La vicenda di Tonya Harding, storica pattinatrice statunitense, è stata di recente fonte d’ispirazione per il film scritto da Steven Rogers e interpretato da Margot Robbie. Un film che ha fatto discutere per aver riportato alla luce, e sul grande schermo, le tragiche vicissitudini di una delle figure femminili più discusse nel mondo del pattinaggio artistico. Tonya nasce a Portland nel 1970. Cresce con i pattini ai piedi, i lividi sul corpo e la costante voglia di riscattarsi.

Il film

Il film riporta un miscuglio di punti di vista diversi sulle vicende, estrapolati dalle testimonianze di tutte quelle persone che hanno fatto parte della vita di Tonya. Le scene s’ interrompono in più occasioni, e in quell’istante i vari personaggi parlano a un immaginario giornalista, commentano il susseguirsi delle scene, rivelando più di ciò che la pellicola sta cercando di comunicare. La narrazione sembra spezzarsi e creare una voragine tra realtà e finzione. Ma quali sono le differenze tra vera storia e la finzione cinematografica?

Io, Tonya” è un film che rompe gli schemi. Interpreta, esaspera, distorce, una storia drammatica, come solo i media sarebbero in grado di fare, rivelando così, tacitamente, la vera arma che distrusse la carriera dell’ex pattinatrice Tonya Harding: troppe verità non potevano essere svelate, o non volevano essere accolte.

Trovare la vera madre di Tonya Harding fu impossibile. Gli unici elementi su cui potevano basarsi per creare il personaggio, che sarebbe stato interpretato da Allison Janney, erano le interviste registrate e le poche testimonianze di Tonya: “ mia madre era diventata molto violenta, beveva quasi tutto il giorno “ aveva detto in un’intervista la vera Harding, ritenendo di essere sempre stata maltrattata fisicamente e mentalmente dalla madre “ mi picchiava, mi trascinava fuori dalla pista, se sbagliavo: mi colpiva con la spazzola…davanti a tutti “. Fin dalle prime scene il personaggio di Lavona Golden, madre di Tonya, si presenta come un donna autoritaria che non conosce mezze misure: una rigidissima educazione è ciò che secondo lei avrebbe fatto di Tonya una campionessa. Pare, però, che la vera madre di Tonya, nonostante tutto, svolgesse tre lavori per pagarle l’allenamento. E’ assodato che tra madre è figlia il rapporto fosse burrascoso e che tutt’ora, com’è stato rivelato da un’intervista del 2017, i contatti siano rimasti interrotti.  “Mi piacerebbe far parte della sua attuale famiglia, ma so che non vuole questo, quindi non la disturbo“, ha dichiarato la vera madre di Tonya.

In una scena la protagonista esprime la frustrazione rivolgendo ai giudici di gara forti imprecazioni come “Succhia il mio **** “. In realtà ciò non è mai accaduto,  ha dichiarato in un’intervista l’attrice Margot Robbie, ma la vera Tonya Harding, dopo aver visto il film, ha ammesso: ” adoro quella scena! Avrei voluto dirlo! ” Allo stesso modo, i giudici avevano realmente criticato l’abito di gara, ritenuto troppo eccentrico, ma il tutto era avvenuto non durante la competizione: ” Uno dei giudici è venuto da me dopo e ha detto: ‘Sai cosa, se mai indosserai qualcosa di simile in un campionato americano, non ne farai mai un altro “, raccontò la Harding.

tonya harding

Si è detto che il film si basa su interviste ” selvaggiamente contraddittorie“. A quanto pare ogni persona implicata ha sempre raccontato le vicende secondo avvenimenti differenti, spesso contraddittori. Sopratutto tra le testimonianze della Harding e quelle dell’ex marito Jeff Gillooly, fu spesso impossibile riscontrare punti in comune. Una scelta andava tuttavia presa, e fu la “realtà” narrata dalla Harding ad aver ispirato la maggior parte della trama del film. In alcune scene salienti riportate sullo schermo, Jeff Gillooly, allora attuale martio di Tonya, l’aggredisce più volte: le punta una pistola sulla tempia, spara un colpo mentre Tonya tenta di fuggire e la ferisce. Tonya Harding è stata l’unica a riportare questa versione dei fatti, e l’unico episodio di violenza a essere stato più volte confermato- da LaVona stessa e un altro testimone – fu quello della madre che la colpiva con una spazzola per capelli.

Per quanto la scena in cui Tonya realizzà da sè il cappotto di pelliccia con la pelle dei conigli squartati, voglia dare ulteriore prova della sua audacia e determinazione, questo non avvenne realemte. La vera Tonya Harding aveva rivelato al Newyork Times che quel cappotto lo aveva dovuto comprare.

Nel film la minaccia di morte nei confronti di Tonya diventa il pretesto perfetto per Jeff Gillooly e Shawn Eckhardt ( la sua presunta “guardia del corpo” ) per ideare il piano dell’aggressione nei confronti di Nancy. Nella realtà dei fatti, benchè tale minaccia sia accaduta davvero, non è mai stata confermata l’identità del mittente.

Si è scoperto che la Robbie ha davvero pattinato, ma l’esecuzione del triplo axel rappresentò un problema. Le uniche due donne in grado di poterlo fare durante le riprese non potevano eseguirlo, per evitare eventuali infortuni prima delle olipiadi del 2018, perciò venne realizzato digitalmente. Margot Robbie aveva praticato hockey su ghiaccio, ma in previsione del film si è dovuta sottoporre a un duro allenamento, come lei stessa ha raccontato: ” non pensavo che il pattinaggio artistico fosse così duro…spesso è stato davvero difficile per me sostenere certi ritmi“. Riguardo alla colpevolezza o meno di Tonya Harding, accusata di aver architettato insieme al coniuge Jeff Gillooly l’aggressione alla rivale Nancy Karrigan, l’attrice si era dapprima dichiarata scettica, cambiando poi idea e giudicando l’ex pattinatrice assolutamente innocente.

La vera Nancy Karrigan, vitima dell’aggressione e rivale di Tonya Harrigan, ha risposto così alla domanda che gli è stata fatta riguardo la sua eventuale intenzione di guardare il film: “ Oh, um, l’ho già vissuto ” accennando poi un sorriso.

Alla fine del film Tonya si dedica al pugilato, ma solo per due anni. Nel 1996 recita in un film TV ” Breakaway” . Il ” New York Times”  aveva rivelato riguardo la vita di Tonya Harding dopo la squalifica: “ha lavorato come saldatrice, pittrice in una società di produzione di metallo, e addetta alle vendite ”

Al giorno d’oggi, Tonya, si fa chiamare Tonya Price e pattina nel tempo libero.

Cosa è realmente accaduto

  • Tonya Harring ha eseguito un triplo axel il 16 febbraio 1991 ai Campionati nazionali di pattinaggio di figura degli Stati Uniti a Minneapolis, nel Minnesota
  • La mamma di Tonya, LaVona, è apparsa davvero in un’intervista con il suo volatile sulla spalla
  • Spesso i giudici le hanno dato punteggi più bassi per via della sua rude personaltà
  • L’attacco a Nancy Karrigan è avvenuto il 6 gennaio 1994, dopo una sessione di prove libere prima dei Campionati
  • Dopo aver colpito Nancy Kerrigan in una gamba, Shane Stant è fuggito mandando in frantumi il vetro
  •  L’ex marito di Tonya Harding, Jeff Gillooly, ha testimoniato contro di lei.
  • A un certo punto, la Harding dovette fermarsi a metà della sua performance per implorare i giudici di permetterle di aggiustare il suo laccio da skate.
  • Nel marzo 1994, Tonya Harding è stata dichiarata colpevole di aver cospirato per l’ aggressione di Nancy Kerrigan. Ha ricevuto una multa di $ 160.000, tre anni di libertà vigilata e 500 ore di servizio alla comunità. È stata costretta a dimettersi dall’Associazione di pattinaggio di figura degli Stati Uniti e ritirarsi dai campionati mondiali di pattinaggio di figura del 1994. Le è stato vietato inoltre di partecipare a qualsiasi evento sanzionato dalla USFSA, anche come allenatore

 

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Valentina Licciardello

Sono una studentessa universitaria e collaboro con testate giornalistiche dal 2012
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