Torna l’imposta sulla ricarica telefonica? Ma è una bufala

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Una nuova bufala circola in rete, ovvero la falsa notizia che a breve tornerà l’imposta sulla ricarica telefonica. In Rete continua a fare il suo corso questa notizia, fornita da siti poco autorevoli, che sta mettendo alcuni in agitazione, in pensiero su una possibile tassa che a molti non piaceva proprio, anche. A dire il vero la notizia, per fortuna, è una bufala, infatti ecco come scrivono.

Era rimasta nascosta nelle pieghe della finanziaria del 2015. Forse la più fastidiosa delle imposte, quella sulla ricarica telefonica, tornerà nelle nostre vite quotidiane a partire dal 1 Maggio 2016. Abolita nel 2007, sotto la pressione dell’Unione Europea, il cosiddetto“balzello” o “costo tecnico di ricarica” porterà secondo le stime ISTAT un gettito nelle casse dello stato di circa 250 milioni di euro ogni 6 mesi. Soldi che verranno immediatamente spesi per l’ammodernamento dell’aula della Camera dei Deputati (verrà installato uno schermo OLED da 28” su ogni postazione n.d.r.) e per la costruzione di due importanti residence volti all’acoglienza degli immigrati che da Lampedusa verranno quindi ospitati in queste due nuove strutture nei comuni di Siracusa e Messina. La mozione potrebbe inoltre prevedere l’introduzione della “tassa di smaltimento per apparecchiature cellulari”, imposta che per ora sarebbe al vaglio della Corte dei Conti che potrebbe decidere di far cassa con questa altrettanto fastidiosa imposta (31.5 euro per i cellulari fabbricati entro il 2014, 66.5 euro per quelli antecedenti) qualora i lavori per l’ammodernamento della Camera dei Deputati dovessero risultare ancora più esosi sotto il punto di vista delle spese; si parla infatti della conversione di una enorme sala-conferenze in Sauna e la costruzione di un ristorante vegan-concept all’interno dello stesso storico edificio di Palazzo Montecitorio.

Una bufala a cui non credere assolutamente, visto che i grandi siti e testate giornalistiche non accennano a nulla in merito.