Totò Riina gravemente malato, Cassazione: “Diritto a morte dignitosa”

Totò Riina si troverebbe in condizioni fisiche gravi per via di alcune patologie e la Cassazione ha accettato il ricorso del legalo dell'ex boss di Cosa Nostra. Ora sarà il Tribunale di sorveglianza che dovrà decidere.

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Totò Riina si trova in condizioni di salute gravi per via di molte patologie da cui non pare aver via d’uscita. L’avvocato difensore dell’ex boss di Cosa Nostra, quindi, ha chiesto, per l’ennesima volta, che il proprio assistito venga scarcerato in modo da ricevere una morte dignitosa. Richiesta che pare esser stata accolta dalla corte di Cassazione.

Totò Riina non sta bene e pare essere in fin di vita. L’ex mafioso è stato il vertice di Cosa Nostra ma ora sembra un agnellino che sta pian piano morendo da solo. L’avvocato che sta assistendo l’ex boss pare aver fatto breccia nella corte di Cassazione poiché la sua richiesta di scarcerazione in merito alle condizioni fisiche poco buone dell’ormai ottantaseienne Riina è stata presa in considerazione durante la prima sezione penale.

Il ricorso, infatti, è stato accolto e consiste nel differimento della pena o della detenzione domiciliare affinché possa avere una morte “dignitosa”. Lo scorso anno, la stessa proposta era stata rimandata al mittente poiché non era stato confermato nessun nesso logico fra l’incompatibilità tra l’infermità fisica di Riina e la detenzione in carcere. Tutto questo lo si può leggere nella sentenza 27.766, relativa all’udienza del 22 marzo 2016.

Ora, dunque, sta al Tribunale di sorveglianza di Bologna che fino ad adesso ha respinto le richieste del legale di Totò Riina arrivare ad un dunque. Per quanto riguarda la sentenza del 2016, dice la Cassazione, il Tribunale non ha portato a conoscenza quelle che era lo stato morboso del detenuto oltre che le sue condizioni generali di salute fisica.

Totò Riina Scarcerazione: la “sentenza” della Cassazione

La Cassazione ha sottolineato come esista un diritto di morire dignitosamente e questo deve essere assicurato ad ogni detenuto. Inoltre, il Tribunale non ha chiarito la situazione relativa all’indiscusso spessore criminale oltre che alla sua altissima pericolosità e se queste sono ancora attuali date le condizioni di salute precarie nelle quali vive l’ex boss di Cosa Nostra.