Buoni pasto, normativa 2017: per la spesa massimo otto ticket

Cambia il servizio dei buoni pasto: la nuova normativa 2017 pubblicata in Gazzetta Ufficiale regolamenterà l’utilizzo dei ticket, fissando un tetto massimo di 8 pezzi per volta

Il sistema dei buoni pasto erogato, come noto, da quelle aziende che non possono garantire il servizio mensa ai propri dipendenti, cambia le sue regole. Il Ministero dello Sviluppo Economico ha infatti pubblicato in Gazzetta Ufficiale la nuova normativa 2017 per l’utilizzo dei buoni pasto. Ecco nel dettaglio di cosa si tratta, dove si possono usare i buoni pasto e quali sono le limitazioni imposte.

Buoni pasto, normativa 2017: dove si possono usare

Il decreto ministeriale pubblicato in Gazzetta Ufficiale porta in realtà la data del 7 giugno ma la sua pubblicazione è avvenuta solo poche ore fa. L’effettiva entrata in vigore delle nuove regole legate ai buoni pasto avverrà a partire dal 9 settembre prossimo. Il primo punto ad essere precisato è dove poter usare i buoni pasto. Gli esercizi commerciali presso i quali poter spendere i buoni pasto sono, ovviamente, tutti quelli che vendono prodotti alimentari: oltre ai supermercati figurano anche bar, ristoranti, agriturismi, itturismi ed esercizi “sia in sede fissa che su area pubblica”, secondo quanto scritto nel decreto. Il che comprende anche banchi di mercato e venditori ambulanti o i rivenditori che operano direttamente presso i luoghi di produzione.

Buoni pasto 2017: come si possono usare e limitazioni previste

Come è noto, i buoni pasto sono personali e non cedibili: il che vuol dire che possono essere utilizzati solo dal lavoratore a cui spettano, anche nel caso in cui l’orario di lavoro non preveda la pausa pranzo. Devono poi essere utilizzati per il loro intero valore: non è possibile spenderne solo una parte e avere diritto al resto.

Ma a partire da settembre entra in vigore una nuova limitazione: i buoni pasto infatti potranno essere utilizzati solo nel numero massimo di 8. Non è quindi possibile accumulare più di 8 ticket in una sola spesa, che sarà sempre riferita all’acquisto di prodotti alimentari. Il decreto del Mise, di fatto, regolarizza una pratica già sdoganata, ovvero quella dell’utilizzo cumulativo dei ticket soprattutto per la spesa al supermercato; l’unico elemento messo a fuoco è il limite massimo di 8 buoni pasto per ogni spesa.